Alfano e gli affari di famiglia

affari di famigliaIl fratello che fa carriera a prescindere dai titoli e dalle capacità; e poi la moglie, i parenti e gli amici. Nel mezzo gli alleati di governo che lo difendono a spada tratta perché a loro dire svolgerebbe bene il proprio ruolo. Certamente dimostra di essere bravo con i familiari, se poi saprà anche interessarsi così proficuamente della cosa pubblica, ad averne il tempo, potremmo anche essergli grati. Fermo restando che è un dovere e non una concessione ai sudditi. Per molto meno, a parte la gravità e la stessa propensione a commettere lo stesso tipo di peccati, l’allora ministro e suo compare Maurizio Lupi dovette lasciare. Non si capisce perché Angelino Alfano debba continuare a fare il ministro della Repubblica. Saranno anche scarti di inchieste giudiziarie, ma quello che emerge non è lindo e trasparente e un ministro dovrebbe allontanare da sé qualsiasi sospetto. Oltre ad allontanare se stesso dalla cosa pubblica. Che poi si fa presto a superare il sospetto di fronte a certe notizie che vedono il fratello fulgido esempio di carrierismo grazie agli amici; la moglie procacciatrice d’affari per mezzo della politica; e i parenti, come disse qualcuno, stanno tutti bene. Piazzati e coperti. Questi mestieranti della politica dovrebbero sapere che continuando di questo passo non ci sarà alcuna legge elettorale a salvare le loro poltrone. Le elezioni le perdono da soli.

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