Alitalia, l’ultima medaglia di Montezemolo

Dal punto di vista finanziario i Mondiali di calcio di Italia 90 sono stati un assoluto disastro. Solo nel dicembre del 2015 i cittadini italiani hanno finito di pagare i debiti di quell’impresa fallimentare per le casse pubbliche, ma non per le tasche private, che è costata 7.000 miliardi del vecchio conio di cui 6.000 a carico dello Stato; Ntv, Nuovo trasporto viaggiatori, la società che gestisce Italo da qualche anno è costretta a fare i conti con difficoltà di non poco conto; Unicredit non sta attraversando un grande momento; Alitalia è sull’orlo del fallimento nonostante le tante manovre degli ultimi due anni tra cui il matrimonio con la compagnia di Abu Dhabi, Etihad. Basti pensare che il piano industriale dato per certo lo scorso autunno è ancora incerto fino alla prossima primavera con migliaia di persone che rischiano il posto e milioni di euro che rischiano di uscire dalle tasche pubbliche. In tutte queste quattro operazioni un ruolo di primo piano lo riveste Luca Cordero di Montezemolo. Di ciò che resta della compagnia di bandiera è presidente, ricopre il ruolo di vicepresidente in Unicredit che poi è la banca maggiormente esposta su Alitalia insieme ad Intesa Sanpaolo, è uno dei maggiori azionisti e fondatore di Ntv, di Italia 90 è stato direttore generale del comitato organizzatore. Due sono le osservazioni che mi vengono in mente di fronte a queste medaglie che sono certo chiunque farebbe a gara per appuntarsi al petto. O Montezemolo ama le emozioni forti e si sente un po’ come Tom Cruise in Mission impossible oppure porta decisamente sfortuna. La terza eventuale chiave di lettura la lascio al libero pensiero del lettore.

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