Asia Argento, una vicenda diseducativa

asia argento e caso weinstein“Tu che non solidarizzi con chi dice di aver subito attenzioni morbose e molestie e anziché difenderla la attacchi che messaggio dai alle generazioni future?”. Una domanda che mi ha fatto riflettere parecchio nei giorni caldi dell’affaire Asia Argento. Già, che messaggio vogliamo dare alle future generazioni? Sbaglia chi non solidarizza o chi lo fa a prescindere? A mio avviso chi ha negato solidarietà al racconto della figlia di Dario Argento, pieno di contraddizioni e punti oscuri che nessun giornalista ha cercato di chiarire prendendo per oro colato ciò che la signora ha detto, si è comportato da persona normale. È chi l’ha difesa a spada tratta, senza se e senza ma, senza porsi il dubbio di aver prestato il fianco alla mega campagna pubblicitaria pro domo sua che non si è fatto portatore di un buon messaggio. Perché così facendo ha detto alle future aspiranti soubrette o vip che tutto è lecito pur di raggiungere la meta e che anzi fare uno scambio con il potente di turno non è una cosa cattiva, né malvagia purché poi ti dia la parte, ti faccia andare in tv, ti dia l’opportunità di finire sotto i riflettori, ti faccia sedere su quella importante poltrona aziendale alla quale aspiravi. Poi, quando da grande ti guarderai allo specchio e vedrai tante nubi intorno potrai sempre redimerti da quelle tue scelte scellerate e riprenderti quel candore che hai lasciato per strada molto tempo prima e non certo per colpa di altri, ma solo ed esclusivamente per demerito tuo. A quel punto farai la faccia contrita, ti piangerai un po’ addosso e dirai che non è stata colpa tua, ma di quel mostro che ti ha mangiata, che ti ha costretta a fare ciò che non volevi. E stai tranquilla che troverai orde di gente pronte a crederti senza il minimo dubbio. Pronte a difenderti in ogni dove e magari ridare slancio alla tua immagine appannata di donna, persona e personaggio pubblico. Stai serena che la farsa avrà successo e tu vivrai con la finta e inutile illusione di aver riconquistato quel candore che probabilmente non sapevi neppure di avere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *