Belgio, era un furgone in fuga non carico di migranti

Belgio, era un furgone in fuga non carico di migrantiEra un furgone in fuga, non un furgone con migranti a bordo. Vivi in un Paese come il Belgio duramente colpito dal terrorismo e mentre sei in servizio un mezzo sconosciuto fugge all’alt. Che fai? Ti preoccupi di fare viabilità per liberare le strade e farlo scorrazzare liberamente o lo insegui tentando di fermarlo? E dopo vari tentativi andati a vuoto cosa puoi fare per bloccarlo se non esplodere dei colpi di pistola? Detto ciò, mi pare davvero fuori dalla realtà la mistificazione che dell’episodio avvenuto a Namur, in Belgio fanno alcuni personaggi ormai superati dalla storia. Gente che vede proprio in queste circostanze, comunque tristi e dolorose, l’unica occasione per mettersi in mostra come i farisei nel tempio ai tempi del Nazareno. Quando ogni giorno metti a repentaglio la tua vita per tutelare quella degli altri che in quel momento magari sono sul divano di casa loro o si fanno gli affari propri, un errore può anche accadere. Ma al netto di un eventuale sbaglio, sempre in agguato quando agisci, gli agenti in servizio che si sono ritrovati un mezzo che non si è fermato a un posto di blocco non hanno sparato contro un furgone carico di migranti, come sostengono certuni, bensì contro un furgone in fuga. Lo scopriamo ora che a bordo vi erano dei migranti, ma in quegli istanti chi poteva escludere che gli occupanti fossero dei terroristi intenti a mettere a segno un attentato? Poi, è chiaro che il furore prevenuto contro gli uomini in divisa si può sempre estinguere mettendo le forze dell’ordine sulla graticola a prescindere da ciò che fanno, giusto o sbagliato che sia. E magari levando loro le armi ed equipaggiandole con un fiore.

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