Se Burkini e veli sono regole da Medioevo

Se Burkini e veli sono regole da MedioevoSe Burkini e veli sono regole da Medioevo. Che chiunque possa vestirsi come più gli aggrada e indossare ciò che lo fa sentire meglio è una conquista di libertà.

Così come ha un alone di libertà la possibilità di avanzare critiche. Se una donna, per sua scelta, indossa il velo o il burkini è giusto che lo faccia.

Ma nessuno può imporre ad altri di esprimere il proprio dissenso. Girando per le strade di Betlemme o Gerusalemme ho visto tanti bei visi. Ben curati e ben messi in risalto da un buon gusto nell’uso del maquillage, e corpi apparentemente ben cesellati.

Il rammarico era per l’abbrutimento causato da quei ‘veli’ imposti da una cultura maschilista. Poco avvezza ad assegnare all’altra metà del cielo il giusto ruolo, il giusto valore e la necessaria libertà. Semmai il problema è che quando sei in un determinato Paese devi conformarti alle sue regole e rispettare le sue leggi.

Se un italiano si reca in banca con un cappellino o un cappuccio pretendono di guardarlo bene in faccia prima di farlo entrare perché temono si tratti di un rapinatore. Pertanto, non vedo perché dovrebbero comportarsi diversamente con una donna, araba o meno, ‘coperta’.

Se a noi italiani hanno preso le impronte digitali quando abbiamo fatto la visita per il servizio militare non vedo dove sia lo scandalo a prenderle a chi sbarca nel nostro Paese. Se io occidentale debbo girare a volto scoperto per motivi di ordine e sicurezza pubblica non vedo perché una donna debba aggirarsi coperta da veli che ne nascondono l’identità.

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