Con Serracchiani per rispetto ed educazione

violenza donneIl rispetto, la legalità e l’educazione vanno pretesi sempre, comunque e da chiunque senza se e senza ma. Sono valori imprescindibili e immarcescibili. Ma per i soliti benpensanti, buonisti farisaici, terzomondisti e radical chic evidentemente non funziona così. Ed ecco comprese le inutili e sterili polemiche contro il vice segretario del Pd, Debora Serracchiani, colpevole di aver detto una ovvietà. Commentando un tentativo di stupro subìto da una minorenne mercoledì a Trieste da parte di un immigrato richiedente asilo, l’esponente dem ha detto che «la violenza sessuale è un atto odioso e schifoso sempre, ma risulta socialmente e moralmente ancor più inaccettabile quando è compiuto da chi chiede e ottiene accoglienza nel nostro Paese. Sono convinta che l’obbligo dell’accoglienza umanitaria non possa essere disgiunto da un altrettanto obbligatorio senso di giustizia, da esercitare contro chi rompe un patto di accoglienza». In pratica, la presidente della Regione Friuli, che per gli immigrati ha speso oltre un milione di euro per affitti e utenze, si è sentita tradita e bene ha fatto a dirlo. È come quel padre che ospita una persona in casa e questo gli violenta la figlia. Le ha dato ospitalità, l’ha mantenuta, l’ha rispettata e in cambio non ha avuto quel minimo di rispetto e di educazione che avrebbe meritato a prescindere. La Serracchiani non ha fatto distinzioni tra un reato commesso da un immigrato e quello commesso da un italiano. Ha solo detto che è odioso veder rompere un patto. Perché se vieni nel mio Paese e chiedi accoglienza devi quantomeno rispettare le regole e le leggi. Ma evidentemente in Italia non funziona così. E l’impressione è che, proprio grazie a questi rimasugli radical chic, chiunque si senta autorizzato a fare ciò che vuole in Italia perché tanto ci sarà sempre un nugolo di imbecilli che lo difenderà perché poverino, perché va compreso, perché va aiutato. Se fossi come questi rimasugli dovrei augurare loro che uno di quei tanti che difendono a prescindere mancasse loro di rispetto, magari rivolgendo alla loro moglie o alla loro figlia determinate attenzioni che se riservate agli altri vanno capite, comprese e giustificate.

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