Conservatori Usa contro la salute pubblica

bandiera usa La democratica America, pseudo simbolo della libertà, proprio non digerisce l’augurio di buona salute per tutti i suoi cittadini. È infatti rivolta (conservatrice) contro la riforma della sanità proposta dal presidente Obama che deve fare i conti con la più massiccia protesta dal suo insediamento alla Casa Bianca. Ai conservatori evidentemente andava bene quando Bush gettava miliardi di dollari per guerreggiare in giro per il mondo, ma di spendere qualche soldo per la sanità pubblica proprio non vogliono sentire parlare. Probabilmente è questa la più grande sfida che attende gli Usa.  La più grande prova di democrazia e libertà: dare a tutti l’opportunità di curarsi. O di non morire perché non si hanno i soldi per pagare un’assicurazione che ti garantisce un medico. Decine di migliaia di persone forse più di centomila (magari fomentate dalle assicurazioni private) hanno partecipato a una marcia su Washington agitando cartelli in cui il presidente veniva paragonato a Hitler, Che Guevara e Mao Tzetung. La manifestazione è stata indetta da associazioni di destra come Freedomworks (libertà funziona) e Tea Party patriots (i patrioti della festa del tè, ossia della rivolta antimoniale del Settecento) e ha attirato anche gruppi estremisti armati. La Casa Bianca ha liquidato la protesta come uno scontro di retroguardia della minoranza americana. Ma gli attacchi a Obama sono stati feroci su ogni fronte, il terrorismo, le tasse, l’istruzione, l’energia oltre alla sanità. Il presidente dal canto suo ha tenuto un discorso di circa 45 minuti interrotto per oltre 40 volte dagli applausi dell’aula (non sempre bipartisan) e da 18 standing ovation. Un intervento molto atteso al quale Obama ha voluto che partecipassero in prima persona anche parecchi cittadini che hanno vissuto sulla propria pelle le ingiustizie della sanità americana. Accanto alla first lady Michelle erano sedute diverse persone malate e alcuni degli americani finiti sul lastrico per pagare le proprie spese sanitarie. “Nessuno in questo Paese deve finire in bancarotta perché si ammala” ha detto il presidente spiegando che le linee guida del suo piano sono “dare maggiore stabilità e sicurezza a chi ha già un’assicurazione, darne una a chi attualmente non ce l’ha e rallentare l’impennata dei costi della sanità”. L’augurio è che ce la faccia.

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