Don Verzè, santo o delinquente?

don verzè Don Luigi Verzè, un delinquente o un santo? Chissà. Forse il tempo ci dirà qualcosa in più di quest’uomo che, ci dicono le cronache, aveva varie sfaccettature. Di certo in questo momento ci ricordiamo del San Raffaele di Milano sommerso da 1,5 miliardi di euro di debiti. Un buco frutto di megalomania da parte di un prete che dovrebbe predicare (ma soprattutto praticare) la povertà. La cronaca, per esempio, ci parla di una villa comprata per circa un milione di euro e (s)venduta per la metà all’ex capo del Sismi (Servizi segreti militari), Niccolò Pollari, finito in passato in più di un’inchiesta. Oppure dell’acquisto di un jet privato da 20 milioni. Oppure di investimenti in Brasile. In particolare una mega villa con piscina a Conde. Don Verzè e i suoi amici di solito giungevano alla fazenda in elicottero. Così evitavano le cinque ore di viaggio in Suv nero cilindrata 3 mila da Salvador de Bahia a Conde. E una volta giunti a destinazione potevano rilassarsi in piscina. C’è chi parla anche di party. Tornando in Italia, con il potente Pollari il sacerdote parlava di tante cose ma soprattutto una volta gli chiese un favore: aiutarlo a convincere i proprietari di un terreno a cederlo al San Raffaele. Con le buone e soprattutto con le cattive. Per la Procura di Milano al San Raffaele c’era un’associazione per delinquere. Per molti dirigenti sono stati emessi dei provvedimenti cautelari. Per don Verzè, che era il capo quantomeno dell’istituto e di quei dirigenti, nulla. Forse un caso di sudditanza psicologica della magistratura?

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