E dopo Trump la punizione divina

trump1Robert De Niro nei panni di un ridicolo bullo-mafiosetto in un b-movie triste e inguardabile; artisti, clown vari e pseudo guru che per remare contro sono affogati nel marasma della loro ipocrisia; i sondaggisti forse capiranno che sarebbe meglio se facessero un altro lavoro; i giornali hanno vissuto il loro personalissimo 11 settembre; Barack Obama deve prendere atto del fallimento del suo mandato (i neri non stanno meglio dopo aver avuto un presidente con il colore della pelle uguale alla loro); Hillary Clinton ha finalmente compreso che la gente non ne può più di lei e della mummia che si porta dietro; Bush senior forse si farà un’idea del perché non è riuscito a suo tempo a riconquistare la Casa Bianca; i tanti furbastri repubblicani che hanno voltato le spalle al loro candidato saranno impegnati a studiare la giravolta migliore per strisciare ai piedi del vincitore che hanno snobbato; Sanders si gode la rivincita dopo la truffa subita alle primarie essendo certamente l’altro vincitore delle elezioni Usa al pari del neo presidente Donald Trump. Il tempo, come al solito, paga sempre e assegna la giusta misura alle cose. Chissà se i tanti disperati che riempiono il web di chiacchiere e parole al vento si tranquillizzeranno con il passare delle ore o continueranno a farsi spaventare dai tanti muri che il magnate farà costruire. Non solo al confine con il Messico dove, tra l’altro, esiste già essendo stato costruito proprio ai tempi della presidenza Clinton; ma anche contro il finto perbenismo, il falso politically correct e la stomachevole parodia dell’intelligenza. Chissà se si sarà affievolita la luce delle tante star che sono salite sul palco con Hillary pensando di poter condizionare il voto della gente neanche che la gente dia il proprio consenso sulla base delle elucubrazioni di De Niro piuttosto che di Madonna e di altri finti buonisti dal conto faraonico. E chissà che non venga fuori qualche santone che ipotizzerà un cataclisma come punizione divina per il risultato delle urne. Buon lavoro, Mr Trump. Che finalmente all’odio antropologico si sostituisca il giudizio politico.

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