E i consumi continuano a calare…

barboni E così Confcommercio si è resa conto che le famiglie italiane stanno tagliando i propri consumi. La sua speranza è che «la vera ripresa» dei consumi arrivi nel 2012. La mia paura è che se continua in questo modo di ripresa non si dovrà più neppure parlare. E non può essere altrimenti con una politica lontana anni luce dai problemi della gente e con il mondo produttivo che continua ad aumentare i prezzi riducendo i posti di lavoro. Sì perché non si può sperare di aumentare i consumi in Italia finchè si continua a spostare la produzione nei paesi in via di sviluppo. È vero che l’azienda deve ridurre i costi, ma a chi venderà i suoi prodotti se lascia la gente senza uno stipendio? Se la Fiat va a produrre auto in Serbia lasciando a spasso gli italiani come penserà di vendere più vetture nel Belpaese? I serbi con i magri stipendi non si potranno permettere l’auto nuova ma neppure gli italiani, quindi… e così via con tutti i settori produttivi. È dal 2001 che si chiedono in tanti perché l’euro abbia solo raddoppiato i prezzi al consumo senza che nessun aumento si sia verificato sulle materie prime e sui costi del lavoro tranne il fisiologico. E probabilmente questa domanda resterà senza alcuna risposta. Sta di fatto che al momento c’è stata «una riduzione media annua del 2,1% nel biennio 2008-2009 – scrive Confcommercio nel rapporto sui consumi 2010 – I consumi pro capite tornano ai livelli di dieci anni fa». Tra le voci di consumo, nel biennio in esame, in calo innanzitutto la spesa per le vacanze (-3,2%). Ma è diminuita anche quella per i pasti in casa e fuori casa (-3,2%), la mobilità e le comunicazioni (-3,1%) e l’abbigliamento (-3,1%). Al contrario hanno tenuto le spese per la salute (+2,5%), per elettrodomestici e IT domestico (+2,4%) e quelle per beni e servizi per la telefonia (+0,4%). Secondo Confcommercio, i tempi di recupero del terreno perso si prospettano ora «lunghissimi». Infatti, guardando alla spesa delle famiglie e agli occupati, «non soltanto appare evidente la posizione attuale del livello dei consumi (poco sopra i minimi storici) ma si capisce che la modesta ripresa non si è trasmessa ancora al mercato del lavoro. Senza una maggiore occupazione difficilmente si osserverà una curva crescente nella spesa reale per consumi. E senza consumi difficilmente ci sarà una ripresa solida».

 

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