E se ai delinquenti sparasse il cittadino perbene?

milano Difficile restare in silenzio di fronte alle scene di Milano messa a ferro e fuoco da un manipolo di delinquenti. Posso anche comprendere la rabbia contro le banche, simbolo di potere e sfruttamento, ma non comprenderò mai perché un pezzo di merda debba distruggere l’auto di un povero cristo che ha fatto sacrifici per comprarla o debba scagliarsi contro la vetrina di un negoziante che si alza alle cinque del mattino per dare da mangiare ai propri figli. Un collega ha scritto che al Firenze social forum del 2002 i delinquenti non hanno fatto danni perché il servizio d’ordine era garantito dai portuali di Livorno. E io gli ho risposto che purtroppo è normale che vada in questo modo. Perché in questo Paese siamo all’assurdo che se ti picchia un camallo le botte te le tieni e stai zitto perché altrimenti prendi il resto. Se invece ti picchia a ragione un poliziotto lo puoi denunciare, gli chiedi i danni e lui rischia pure il posto nonostante abbia fatto il proprio dovere. Per cui, siccome anche il poliziotto deve sfamare i suoi figli, alla fine lascia perdere. Che sia il cittadino perbene, onesto e integerrimo, incavolato perché gli hanno distrutto l’auto o la vetrina del negozio a farsi giustizia da sé. E se poi spara e uccide un delinquente vorrei vedere se i soliti benpensanti e terzomondisti lo beatificano.

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