Femminicidi, le donne possono salvare loro stesse

femminicidi violenza sulle donne Li chiamano femminicidi, ma considerata la frequenza con la quale si stanno verificando, specie negli ultimi giorni, sarebbe più giusto usare la parola mattanza. Nel giro di una settimana, infatti, sono state ammazzate sei donne. E in questo come in tanti altri casi non c’è legge che tenga. Perché anche se hai le norme e non le puoi applicare a cosa ti servono se non a sprecare parole e metterti in mostra? Per uscire da questo tunnel più che la legge serve l’educazione. E in questo le donne possono essere le loro stesse salvatrici. Perché una donna è anche madre e sarebbe opportuno che cominciasse a insegnare al proprio figlio maschio che il no di una donna va rispettato come il no di un collega, o di un amico, o di un superiore. Non si uccide per un no, ma si rispetta la decisione dell’altra. E mi chiedo se la mamma di Salvatore Iemma, o di Riccardo Bazzurri, o di Giuseppe Pilato, o di Paolo Morsello, o di Antonio Matuozzo o di Daniele Baiano abbiano davvero fatto tutto il possibile per evitare che i loro figli uccidessero una donna come loro che aveva il diritto di vivere la propria libertà.

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