Furbate Cinque stelle e bonifici mai fatti

mancati bonifici o i falsi rimborsi UeNell’era della comunicazione globale siamo inondati dalle chiacchiere e in questa sorta di annegamento, per una ragione o per un’altra, volontariamente o involontariamente, non si riesce a verificarle tutte. Gli annunci trovano eco sui media e diventano virali sui social e chi li fa ha il suo momento di gloria. Qualche volta va bene, qualche altra va male. Molto dipende da chi ha voglia di verificare la veridicità di quelle dichiarazioni. In questo momento nel tritacarne, annegati nelle loro stesse menzogne, sono finiti i Cinque stelle. Da anni ci raccontano che vogliono ridurre i compensi dei parlamentari e gli sprechi, che gli altri sono brutti, sporchi e cattivi, che sono i paladini della moralizzazione di questo Paese, che sono bravi, onesti e soprattutto restituiscono gli emolumenti. Poi qualcuno decide di verificare se davvero si tratti di chiacchiere o di fatti e cadono come le foglie dagli alberi in autunno. È quanto hanno scoperto Le Iene svelando il meccanismo dei bonifici disposti, pubblicizzati e poi revocati. Tra i furbetti del bonifico ci sarebbero, in base ai resoconti giornalistici, Andrea Cecconi, capogruppo alla Camera e capolista nelle Marche, che non avrebbe mai restituito 21mila euro. Il suo sodale Carlo Martelli, capolista in Piemonte, che si sarebbe tenuto 76mila euro. E poi si farebbero anche i nomi dei leccesi Barbara Lezzi e Maurizio Buccarella e di molti altri. Senza dimenticare le tristi vicende in cui sono rimasti coinvolti Emanuele Dessì, il candidato al Senato del Movimento 5 stelle che pagava 7 euro di affitto, e Cristina Belotti che si faceva rimborsare dal Parlamento Ue missioni mai compiute. L’onestà, come diceva un tale, si vede soprattutto nelle piccole cose. E se il buongiorno si vede dal mattino…

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