Giuliani, l’eroe che lanciava estintori

g8 genova giuliani estintoreStrano Paese, bello ma strano. Per certi versi una sorta di frullatore dove mettere di tutto e di più in modo da far scomparire le dovute differenze. Forse per caso, probabilmente perché voluto. Un Paese in cui al ricordo di un eroe vero viene affiancato quello di un nessuno. Abbiamo appena finito di commemorare Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta che ci ritroviamo a pensare a un Carlo Giuliani. Un individuo che dicono amasse manifestare liberamente le proprie idee. Intanto mi piacerebbe sapere se, eventualmente, ne avesse. E poi sarei curioso di inquadrare al meglio il concetto di manifestazione e di liberamente dal momento che lo ricordiamo solo come colui che tentava di uccidere. Perché vorrei trovare qualcuno che nega che un estintore addosso possa ammazzare. Però, come spesso succede, nella vita non sempre sei fortunato. Se abitualmente usi gettare oggetti addosso a qualcuno perché così intendi comunicare, qualche volta ti capita di trovare una persona più ‘preparata’ di te che risponde con la pistola. Poi, per carità, certamente troveremo tanti benpensanti, radical chic e borghesi presunti rivoluzionari, compagni figli di papà, pronti a giurare che Carlo Giuliani sia un eroe e trovano sponda in qualche politicante a caccia di visibilità che gli intitola pure una stanza del Parlamento. Perché evidentemente, lui e i suoi sodali, pensano che fosse un’intitolazione la priorità del Paese. Il 20 luglio, magari, uno prova a ricordare la morte di Guglielmo Marconi o la nascita di Francesco Petrarca. E invece no. Si ricordano di un individuo che pensava di fare il rivoluzionario lanciando estintori.

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