I benpensanti e la loro democrazia

pensiero unico massificato Uno strano concetto di democrazia e di confronto quello dei benpensanti terzomondisti. Se ti conformi come loro al pensiero unico massificato e ti allinei hai la loro stima e il dialogo si può fare. Altrimenti, nel migliore dei casi, sei un destrorso dalle teorie strampalate. Perché le uniche idee buone sono ovviamente le loro. Cercano di demolire i tuoi discorsi ma quando chiedi dove prendono gli elementi su cui fondano le loro convinzioni come minimo ti verrebbe da ridere. Si inventano le procedure e le norme. O meglio non si inventano niente. Magari hanno studiato il cpp di qualche Paese terzo o hanno raccattato quel codice su qualche bancarella senza rendersi conto che era Made in China, quindi taroccato. O forse l’hanno letto in qualche corsivo roboante dell’uomo sull’amaca; o in qualche illuminante approfondimento dell’omino di Gomorra. Ma fanno finta di niente e vanno lisce senza pensare che tu non rispondi solo per decenza. E quando metti a nudo la loro pochezza ti dicono che sono signori/e. E non si rendono conto che la loro fortuna è non mordersi da soli/e perché altrimenti morirebbero avvelenati/e tanto veleno, livore, rabbia, invidia e grettezza hanno in corpo. Come se tu non sapessi che sono terzomondisti e benpensanti solo per finta, per conformarsi alla massa che così vivono meglio e hanno più benefici. E tu non solo lo hai verificato, ma lo hai anche detto esplicitamente perché sei genuino. Ti dicono che loro vogliono fare la rivoluzione, cambiare le cose e quando chiedi loro una firma per cambiare per davvero si spaventano e dicono che loro no, preferiscono starsene in disparte. Oppure te li ritrovi contro al fianco di chi a parole vorrebbero scalzare. Ma se stanno bene così buon per loro. Il problema è che non riescono neppure ad avere un minimo di decenza nel darsi un freno perché a essere ridicoli ci vuole davvero poco.

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