I buoni propositi in vista delle elezioni

elezioni l'auspicio è che qualcuno resti a casaL’auspicio in vista delle prossime elezioni politiche è che l’accozzaglia Liberi e Uguali scompaia. In tal modo D’Alema avrà tempo per dedicarsi alle sue vigne dopo aver causato infiniti danni al Paese e se proprio vorrà, potrà gustarsi il caffè (magari avvelenato) con i suoi compagni di sventura lontano dal Parlamento. Bersani, dal canto suo, ha già tagliato il traguardo della pensione e quindi sarà bene che se la goda nella sua Emilia laddove potrà sempre ospitare il suo padrone-mentore Baffino. Per Fratojanni e i suoi giovani virgulti l’augurio è che trovino un lavoro (na fatichedda) in modo che anche loro possano traguardare il meritato riposo. Cosa che potrà gustarsi il nulla cosmico Grasso ex membro della casta. Anche per Berlusconi l’augurio è che metta da parte le ultime velleità politiche per perseguire quelle ormonali ormai agli ultimi colpi. Lontano dai palazzi del potere potrà organizzare tutti i festini che vorrà senza incorrere nel rischio che la Boccassini lo indaghi. L’importante è che stia attento all’età delle gentili ospiti. E se proprio vorrà potrebbe anche invitarmi a qualche suo festino senza paura di fare brutte figure. Della Lega neppure dico tranne che mi fa specie vedere un suo manifesto augurale nel mio Salento. È anche vero che è una terra ospitale e democratica, ma c’è un limite a tutto. Restano quelli del Movimento 5 stelle. Ai loro poteri taumaturgici non ho mai creduto e men che meno a quelli del loro capo clown. Ma, visto come è andata finora, si potrebbe anche dare la possibilità del governo alle nuove leve della politica. Sarebbe bello se fossero capaci di usare il loro giacobinismo revanscista nei palazzi in cui si nascondono i saurocrati che governano questa farneticazione denominata Ue. Sarebbe bello se il loro furore venisse canalizzato verso coloro che stanno realmente distruggendo l’Italia e i popoli europei anziché sprecare energie per solleticare la fantasia deviata del popolino con argomenti da bar come la Massoneria che magari neppure sanno cos’è. A questo si è già dedicata la Bindi con la sua commissione Antimafia apponendo la propria firma sotto il peggiore fiasco della storia repubblicana. Sarebbe opportuno che gli italiani, che in questi giorni si stanno tanto lamentando per il nuovo balzello delle bustine al supermercato, si incazzassero per le risorse pubbliche che la Bindi e i suoi compari hanno gettato per niente dando all’Antimafia il ruolo di novella Inquisizione.

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