I migranti e la Ong ‘Lo sbarco dei mille’

Ringrazio di cuore il carissimo amico Peppino che con la sua Ong ‘Lo sbarco dei mille’ mi ha dato l’opportunità di mettermi alle spalle il periodo buio della disoccupazione. Ora non sono più un parassita, non dipendo più dai contributi statali, non sono più un peso sulle spalle dei miei connazionali. Ora ho un lavoro vero, che mi dà tantissime soddisfazioni e soprattutto mi permette di sentirmi vivo e mi offre la possibilità di fare del bene al prossimo. A dire il vero, l’amico Peppino, sempre attento alle etichette per non prestare il fianco ai tanti detrattori fascisti e xenofobi, mi ha spiegato che il mio non è un lavoro ma aiuto umanitario. Che ora aiuto chi scappa dal suo Paese in cerca di un mondo migliore, che offro speranza a chi ha conosciuto solo guerre e carestie, che quello che svolgo ogni giorno è solo puro volontariato, che per quello che faccio non ricevo in cambio uno stipendio bensì un riconoscimento. Mi ha altresì spiegato che gli sbarchi sulle nostre coste non sono un costo come sostengono gli xenofobi, bensì un’opportunità, un motivo di arricchimento che nulla ha a che vedere con il significato distorto che a questo concetto danno i soliti razzisti. Noi della Ong ‘Lo sbarco dei mille’ non speculiamo sulle vite di coloro che vengono salvati in mare, non consideriamo clandestini questi nostri fratelli, non distinguiamo tra razze perché esiste solo l’essere umano. Noi della Ong ‘Lo sbarco dei mille’ siamo convinti di essere protagonisti di un nuovo corso storico. Peppino ce lo ripete sempre! Quello che c’era nelle casse del vecchio Banco di Napoli 156 anni fa è nulla in confronto alle ricchezze che giungono dall’Africa, perché più in basso si va più risorse si trovano. Noi della Ong ‘Lo sbarco dei mille’ rifuggiamo dalle polemiche e pertanto riteniamo che non meritino alcuna risposta quegli xenofobi razzisti che polemizzano sul nome stesso della nostra dignitosa e onesta organizzazione. Che guardano a quel ‘mille’ come agli euro che ogni italiano sborsa per ogni migrante sbarcato sulle nostre coste. Che ci accusano di costruire sui migranti il nostro benessere e di aver rimesso in moto il Pil grazie proprio ai proventi degli sbarchi. Che ci accusano di aver sostituito con il Mediterraneo la famosa, gloriosa e interminabile A3 Salerno-Reggio Calabria. Che ci accusano di aver comprato le auto nuove grazie all’ultima nave carica di ricchezze sbarcata sulle nostre coste.

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