I simboli religioso-esoterici e l’ignoranza massificata

esoterismo Che chiunque possa dire quello che vuole, anche bischerate, è un valore importante e assodato. Che però i giornalisti non si informino neppure nell’era di Internet, che rende tutto molto più semplice, è un disvalore nefasto. In questi giorni tutti a dire tutto e il contrario di tutto sui simboli natalizi apparsi sul ponte Matteotti vicino alla stazione. E tutti a parlare, senza sapere, di simboli massonici e anzi, molto peggio, di “simboli della P2”. Basterebbe un veloce giro su Internet per scoprire che intanto non sono simboli della P2, bensì simboli religiosi usati ANCHE dalla Massoneria di cui la P2 un tempo faceva parte. Ma in particolare si scoprirebbe che l’occhio simboleggia presso quasi tutte le culture l’occhio divino che vede tutto. Nell’antichità l’occhio compariva abitualmente come raffigurazione del dio Sole (Horus) e nella Bibbia si parla dell’occhio di Dio per rappresentarne l’onnipresenza e l’onniscienza. A partire dal Rinascimento, nell’iconografia cristiana l’occhio venne disegnato dentro un triangolo, con riferimento al mistero della Trinità. Il triangolo equilatero corrisponde infatti al numero tre che indica la perfezione. L’occhio racchiuso nel triangolo (o più spesso in una raggiera), o al vertice di una piramide, è stato largamente utilizzato in massoneria e, in questo caso, assume un duplice significato. Sul piano materiale rappresenta il sole mentre su quello spirituale il Grande Architetto dell’Universo, cioè Dio. Questo simbolo si ritrova in numerose cattedrali, edifici e manufatti: nasconde concetti culturali-teologici molto antichi ed è errato attribuirlo esclusivamente alla massoneria che l’ha adottato come simbolo solo a partire dal diciottesimo secolo. Che la Chiesa (intesa come comunità clericale) parli male della Massoneria non è una novità. È come l’amante tradita che sparla dell’ex. I massoni, infatti, sono stati dapprima usati per costruire le cattedrali e come capi avevano proprio i padri benedettini di Cluny. Poi siccome non accettavano dogmi sono stati scomunicati. Un po’ come i templari. Dapprima usati per conquistare Gerusalemme e poi bruciati da papa Clemente V e dal re Filippo il Bello per depredarli delle loro ricchezze. Però chi scrive, chi intervista e chi parla dovrebbe almeno informarsi prima di fare figure bovine. Poi uno pensa al pensiero unico massificato e capisce che il coraggio di andare controcorrente uno non se lo può inventare. O ce l’ha o resterà per sempre una capra.

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