Il Bel Paese di chi non conosce la realtà

Il Bel Paese di chi non conosce la realtà Il Bel Paese di chi non conosce la realtà. Da più parti sento dire che questo è un Bel Paese e su questo non ho dubbi. Ma non sono d’accordo quando si dice che lo è grazie al ‘lavoro’ di alcuni politici illuminati. In questo caso mi chiedo in che realtà viva chi lo afferma.

Perché la realtà che conosco io mi pare ben diversa e peggiore. In questo Bel Paese non si insegna più l’educazione ai figli. E quando vengono su delinquenti diamo la colpa alla società. le imputiamo di non aver emanato leggi che impedissero che il figlio diventasse delinquente.

Salvo poi, quando le leggi ci sono, trasgredirle. In questo Bel Paese abbiamo l’invidiabile record di maltrattare una vittima quattro volte: perché subisce un torto, perché non troverà mai giustizia, perché dovrà pagare le spese legali per difendersi e avere giustizia e perché dovrà pagare le spese legali al suo carnefice.

Di solito, non avendo redditi, il carnefice si fa pagare gli avvocati dalla collettività. E non paga le spese di giustizia le poche volte che viene condannato. In questo bel Paese se hai avuto la fortuna di lavorare e comprarti un bene sai in partenza che non è tuo.

Non solo devi subire i furti legalizzati dello Stato (vedi tasse sulla casa) ma anche i furti dei delinquenti. Malviventi che usano i tuoi beni per i loro scopi e nessuno gli chiede conto. In questo Bel Paese c’è anche un’amministrazione comunale che si permette di stringere un patto con un gruppo di delinquenti. E gli promette di pagare le bollette salate purché vadano a rubare negli altri comuni.

E ci sono giudici che condannano dei delinquenti imponendogli il divieto di dimora. Neanche fossimo nella foresta di Sherwood e quindi mi va bene finché non delinqui nel mio regno e vai a rompere da un’altra parte. In questo Bel Paese chi ha la sfortuna di portare una divisa e sbaglia va crocifisso e deve pagarsi le spese legali di tasca propria.

Ma se sbaglia un delinquente ha diritto al riscatto morale e personale e quindi la pena deve avere lo scopo di redimerlo. In questo Bel Paese ormai applichiamo il razzismo al contrario. Una sorta di contrappasso secondo il quale se sei italiano onesto devi ricevere solo calci in bocca e se invece sei un forestiero o un delinquente ti stendono il tappeto rosso e si battono per te.

In questo Bel Paese un parente può permettersi di impossessarsi dei beni di famiglia intestandoseli arbitrariamente. E i parenti depredati non possono riprenderseli per le vie spicce perché rischiano la denuncia e un processo. Per cui devono aspettare che un giudice benevolo abbia voglia di applicare la legge. E soprattutto che la applichi per come è senza interpretazioni fantasiose e con tempi che renderanno quel bene non più utilizzabile. E l’elenco potrebbe essere molto più lungo. Questo è il Bel Paese di chi non conosce la realtà.

Questo può sembrare un Bel Paese, ma solo per tutti quegli intellettuali e benpensanti organici. Gente che se anche avesse un’idea propria non ha il coraggio di esprimerla perché ha paura di essere estromessa dalla massa. Ha paura di non sentirsi più pecorona nel gregge.

Gente che vive la realtà attraverso una membrana protettiva e va tutto bene finché le tragedie toccano gli altri. Questo Bel Paese, per com’è fatto male, è anche merito di politici come Marco Pannella che per cinquant’anni ci hanno solo preso in giro.

Perché hai voglia a dire che il divorzio in questo Paese è merito suo, ma che conquista è se per divorziare devi avere un mucchio di soldi e ormai quell’istituto se lo possono permettere solo i ricchi? O lo usiamo come una sorta di lavacro collettivo crogiolandoci all’idea che ci sia e poi amen se non si può usare come tante altre stupide leggi? Questo è il Bel Paese di chi non conosce la realtà o finge di non vedere.

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