Il caso marò e il governo eunuco

image Alla fine quello che si temeva è successo e la farsa è servita. I nostri due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, vengono rispediti in India dai nostri governanti a cui vanno assolutamente rivolti i complimenti dell’intera Nazione che certo deve essere orgogliosa di essere rappresentata da eunuchi. Un ulteriore grave errore che va ad aggiungersi a quelli gravi commessi finora in questa incredibile vicenda ormai diventata una farsa. Il colpo di reni di dieci giorni fa sembrava una (pessima) soluzione, ora la marcia indietro con tanto di figuraccia. In un comunicato Palazzo Chigi ha spiegato che “sulla base delle decisioni assunte dal Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, il Governo italiano ha richiesto e ottenuto dalle autorità indiane l’assicurazione scritta riguardo al trattamento che sarà riservato ai marò e alla tutela dei loro diritti fondamentali. Alla luce delle ampie assicurazioni ricevute, il Governo ha deciso che torneranno in India domani”. E quali possono essere e che valore possono avere le rassicurazioni di uno Stato che fa le cose con l’inganno, che non rispetta le leggi e che non conosce la vera sostanza della democrazia? Per fortuna che ci ha tranquillizzati il sottosegretario agli Esteri Staffan De Mistura dicendo che i nostri ragazzi andranno in vacanza perché “risiederanno nell’ambasciata italiana a New Delhi, avranno libertà di movimento e potranno anche andare al ristorante se vogliono”. Mi domando se questa decisione non sia figlia dello scambio tra due “semplici” fucilieri e il nostro ambasciatore, magari minacciato di subire violenza sessuale (cosa in cui pare siano molto capaci in quel Paese), o sacrificati in nome degli affari. “Decisione grave, tragico ritorno all’Italietta” ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano. Come non dargli ragione.

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