Immigrazione, l’Europa che non c’è

migrantiQuando si trattò di pagare i costi della guerra tutti a dire li abbiamo abbuonati. Quando si sono riunificati hanno fatto pagare agli altri i costi dell’operazione. Abbiamo costruito il carrozzone-Ue e abbiamo fatto dell’Euro l’altra faccia del Marco. Le loro banche sono saltate molti anni prima delle nostre e le hanno salvate con soldi pubblici. Finché i migranti si sono fermati in Italia il problema non è mai esistito e anzi gli italiani facevano fin troppo poco. Insomma, finché hanno sistemato i loro affari andava tutto bene e non c’era nulla da eccepire. Ora calpestano anziché mostrare un minimo di riconoscenza. Di questa Europa si può tranquillamente fare a meno. E onore al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, l’unico statista italiano che ha il coraggio di urlare queste verità ai soloni di Bruxelles: «Siamo in un momento in cui l’Europa sembra essere tanto lontana dai valori dei nostri padri, dei padri fondatori che 60 anni fa hanno firmato un trattato per far nascere la Comunità europea». Renzi ha poi ricordato che «se vogliamo risolvere il problema dell’immigrazione serve una strategia di lungo periodo non polemicucce da quattro soldi» specie se arrivano da chi riceve dall’Italia riceve venti miliardi e ne restituisce undici. Perché non bisogna dimenticare che sul tema immigrazione questa Europa ha detto solo chiacchiere e gli unici fatti sono stati la chiusura delle frontiere per bloccare gli immigrati. Provate a chiedervi dove sono finiti il signor Bob Geldof (rockstar irlandese benpensante), il suo amichetto Juha Sipila (premier finlandese benpensante), Nicola Sturgeon (prima ministro scozzese benpensante) e il signor Naguib Sawiris, (miliardario egiziano). E come loro tutti gli altri pseudo europei.

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