Immigrazione, se l’Ue pensa ai dispettucci

bandiera ue strappataIl presidente di una grande, e soprattutto seria, azienda che deve scegliere il proprio direttore generale opta senza dubbio per uno bravo, competente e fedele alla sua impresa. Così come un marito intelligente non diventa eunuco per fare un dispetto alla moglie. Ma evidentemente in questo fallimentare carrozzone denominato Unione europea non funziona in questo modo. L’ennesima dimostrazione dell’inutilità di questa farneticazione saurocratica nazi-centrica è andata in scena in queste ore. Martedì l’istituzione guidata dal beone ha deciso di promuovere vice-direttore generale del settore Migrazione e Affari Interni il britannico Simon Mordue. Ha cioè optato per un uomo il cui Paese ha voltato le spalle all’Ue per fare un dispetto a un funzionario italiano, ossia il Paese che di più dà a questa inesistente Unione sia in termini economici che in termini di impegno e solidarietà salvando ogni giorno migliaia di migranti e ospitandoli sul proprio territorio usando risorse proprie. Di fatto siamo lo Stato europeo più colpito dalla crisi migratoria e quello che più di tutti si batte per chiedere un cambiamento nelle politiche comunitarie facendo i conti con il muro di gomma opposto da Bruxelles. «Nelle posizioni-chiave siamo sottorappresentati – ha spiegato il viceministro agli Esteri Mario Gori – questa era la giusta occasione per un riequilibrio, visto che avevamo un ottimo candidato». E invece è arrivata la beffa con il nostro connazionale che è stato scavalcato dal collega britannico. Siamo, dunque, arrivati alle barzellette anziché risolvere i problemi (tanti) che affliggono i cittadini europei. Tu mi critichi (giustamente) e io mi vendico. Tu hai il coraggio di contestare il surplus commerciale del dominus che squilibra l’Europa intera e io ti affosso. È sempre più tempo di rivedere questo patto scellerato che nulla di buono offre alla gente.

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