Intercettazioni, Napolitano le renda pubbliche

napolitano Il capo dello Stato a mio avviso dovrebbe fare chiarezza. Dovrebbe sgomberare il campo da qualsiasi illazione. Dovrebbe essere trasparente. Dovrebbe far conoscere agli italiani, che dice di rappresentare, le intercettazioni tra lui e Nicola Mancino. Intercettazioni avvenute nell’ambito di una delicata inchiesta sulla trattativa tra Stato e mafia che è costata la vita a tanti eroi. Alcuni dimenticati e altri più noti come i pm Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e i loro angeli custodi. Se il comunista (?) sul Colle non ha nulla da temere come dice non ha senso che continui a trincerarsi dietro argomenti irrisori spacciati per rispetto delle regole. Ci faccia sapere cosa ha detto. E non parli di complotti. Di Berlusconi abbiamo saputo anche quanti coiti realizzava ogni notte, neanche fosse il bomber della eros Nazionale. Perché di Napolitano non si dovrebbe sapere? C’è qualcosa di allarmante nelle sue parole? Non solo non dice. Non solo urla al complotto. Ma ha anche dichiarato guerra ai magistrati di Palermo col suo ricorso alla Corte Costituzionale. Così facendo spende soldi dei cittadini e indebolisce i magistrati che con difficoltà svolgono il loro lavoro. Di Pietro a mio avviso ha ragione quando dice che «un Capo dello Stato che non si attiva per risolvere un dolore delle istituzioni mi pare molto capo e poco Stato. È inopportuno e fuori luogo il conflitto di attribuzione sollevato da Napolitano. Non vi è dubbio che, in questo modo, il capo di Stato ha creato una situazione di oggettiva difficoltà». E al ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, che ha detto che «chi offende Giorgio Napolitano offende anche il popolo italiano» mi sento di dire che mi sento offeso da questa presa in giro del popolo italiano da parte del Colle. Ha ragione l’innominato al governo: il popolo deve reagire. Ma per dire basta a questa farsa inscenata dal comunista (?) sul Colle.

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