Il gin di Junker gli immigrati e il silenzio istituzionale

Il gin di Junker gli immigrati e il silenzio istituzionaleIl gin di Junker gli immigrati e il silenzio istituzionale. Fu così, che all’ennesima brocca di Gin, il presidente della commissione Ue, Jean Claude Junker, sbottò.

«Certamente saremo attenti affinché siano salvaguardati interamente i diritti degli africani che sono in Italia». A voler essere educati, se la situazione non fosse drammatica, potremmo descrivere l’assurdo ricorrendo a quel famoso detto secondo il quale il bue dà del cornuto all’asino.

In Ue non solo chiudono le frontiere e si rifiutano di accogliere i migranti. Non solo abbandonano l’Italia a se stessa nel difficile compito di affrontare questo complesso fenomeno. Ma si permettono pure di fare i moralisti. La cosa più tragica non è quanto ha detto il beone lussemburghese. Del resto è noto che il poveretto valga come il due di coppe con la briscola a denari.

Ciò che fa più rabbia è che nessuna autorità italiana gli abbia risposto per le rime. Il presidente Mattarella nulla ha avuto da dire a chi si è permesso di ridicolizzare il Paese con queste affermazioni. Però le fonti del Quirinale lo indicano come preoccupato in prospettiva europea per il nascente governo M5s-Lega.

Junker sarà pure un poveretto ma anche i poveretti come lui devono imparare come si sta al mondo se occupano determinate posizioni. Più che difendere gli interessi stranieri in Italia l’inquilino sul Colle dovrebbe salvaguardare i suoi concittadini.

Mi rendo conto, però, quanto sia difficile un tale esercizio per i politicanti del Belpaese non abituati a difendere gli italiani perché costantemente genuflessi ai dominatori Ue.

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