La Xylella e le pseudo dissertazioni di Mieli

ulivi salento xylellaSe oggi le vere inchieste le fanno programmi come Le Iene e come Striscia la notizia e non i mass media tradizionali vorrà pur dire qualcosa. Pertanto perché meravigliarsi di quanto scrive Paolo Mieli che forse il Salento non l’ha mai visto, conosce gli Ulivi solo grazie alle fotografie e probabilmente si abbevera ai soliti luoghi comuni di cui è impregnata la cultura superficiale e di massa. Secondo Mieli, dunque, l’anima del Salento va sterminata, soffocata, soppressa perché così hanno stabilito i burocratici di Bruxelles. E parla di untori, di complottismo, di pazzi che si oppongono alla scienza. Innanzitutto, con tutto il rispetto, ci chiediamo perché occorra accettare tutto ciò che la scienza ci propina. Perché, secondo il ragionamento di Mieli, se la scienza e chi la finanzia ci imporrà di convivere per assurdo con incroci di capra e uomo perché mai dovremmo opporci? Perché se la scienza e i potentati economici ci impongono di convivere con il nucleare e non con le energie rinnovabili perché dovremmo opporci? Al signor Mieli non viene in mente che dietro la Xylella ci possano essere altri interessi come per esempio la speculazione edilizia. Perché, probabilmente, il signor Mieli non sa che qualcuno ha provato già a sradicare ettari di monumenti (perché gli ulivi sono monumenti, millenari, oltre che ultimo volano dell’economia) per costruire un villaggio turistico. Perché forse non sa che il Salento è molto appetibile dal punto di vista turistico e gli ulivi sono di impaccio alla cementificazione selvaggia. Perché forse Mieli non sa che sono anni che si chiedono soluzioni contro la Xylella e solo negli ultimi tempi le autorità presuntamente preposte si stanno svegliando. Perché forse non sa che i burocratici dell’Europa unita che non esiste hanno stanziato 13 milioni solo per distruggere la storia e l’economia del Salento e neppure un centesimo per trovare una cura. E neppure gli viene il dubbio che codesto modus operandi sia quantomeno un po’ strano se non sospetto. Evidentemente il signor Mieli non ha mai avuto a che fare con una persona malata per cui nessuno gli ha mai proposto di sopprimere quella persona anziché tentare una cura. Perché tanto è un numero, perché spendere soldi per prendersi cura di un numero? Per una volta che la magistratura dà l’impressione di fare davvero qualcosa di buono ecco che arriva il benpensante di turno che si mette in mostra parlando a raglio. Perché per una volta sarebbe opportuno informarsi e magari tacere. Oppure fare un’inchiesta seria e non limitarsi a sporcare di inchiostro una pagina di giornale. Che di cazzate finora ne abbiamo sentite e viste davvero tante.

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