Legittima difesa, io sto con Mario Cattaneo

Lavori una vita intera e non senza lesinare sacrifici per offrire un futuro migliore alla tua famiglia e poi arriva qualcuno che accampa pretese sulle tue fatiche, che si arroga il diritto di intingere nel tuo piatto senza meritarlo. Si intrufola in casa tua, viola la tua intimità e molto spesso violenta o uccide la tua esistenza quando addirittura non riversa la sua brutale animalità sulla tua persona o su quelle a te care. E tu, vittima, scopri in quei tragici frangenti che devi subire, che il sistema ti impone di non reagire, che il vero carnefice è chi si affida da brava persona e onesto cittadino alla giustizia, che la persona da punire non è chi ha dato inizio a questa escalation verso l’Inferno bensì tu che in quel tunnel vi resterai a lungo, che sarai l’unico a pagarne pesantemente le conseguenze. Non c’è dubbio, io sto con Mario Cattaneo, il ristoratore di Gugnano di Casaletto Lodigiano, in provincia di Lodi, che l’altra notte ha fatto ciò che chiunque avrebbe fatto nelle sue stesse condizioni difendendo i propri averi, la propria famiglia, la propria vita, il proprio lavoro. Il problema è che in questo Paese finto buonista e falso moralista, fintamente democratico ma pronto a lapidare chi la pensa in maniera diversa, non c’è rispetto per chi difende se stesso e subisce reati, ci sono solo profonda commozione e comprensione per chi quei reati li commette. E vale sempre il detto e la speranza che vorrebbe per quei benpensanti la ‘fortuna’ di vivere in prima persona non solo ciò che gli altri violentemente subiscono, ma anche il contorno di pesante e umiliante cattiveria mascherata da finto buonismo che accompagna questi eventi drammatici trasformando la vittima in carnefice e riconoscendo a Caino ciò che ad Abele viene sempre negato.

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