Lula, se l’avamposto della sinistra ‘mangia’

lulaProbabilmente è più brutto che triste svegliarsi la mattina e scoprire che l’avamposto della sinistra e l’idolo dei lavoratori è come tutti gli altri. Ama la bella vita, intasca tangenti e quando viene ‘beccato’ con le mani nel vasetto spiega che il cattivo non è lui ma chi lo accusa del misfatto compiuto. Praticamente un film già visto tante volte. L’ex presidente del Brasile Lula, l’ex metalmeccanico assurto al potere, il liberale, il simbolo del riscatto dei lavoratori, il salvatore della sua Patria, è invischiato in una vicenda di mazzette. E come spesso accade in casi del genere ha proprietà non intestate a lui ed è vittima di quei monellacci dei giudici che vogliono fargli pagare chissà quale sgarbo. Perché solitamente è noto che chi non ha niente da nascondere intesta le proprie proprietà a prestanome. Ricorda un certo ministro della Repubblica che era proprietario di un appartamento con vista sul Colosseo senza saperlo. Ma quello era sì un cattivone perché di destra, questo è invece una vittima del sistema destrorso perché di sinistra. O presuntamente tale. La storia, che si ripete continuamente, dovrebbe insegnare ciò che proprio non riusciamo a imparare. Destra o sinistra, una volta al potere, pari sono. E se c’è da mangiare a scapito della gente lo fanno senza alcun problema.

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