Marx e le devastazioni del capitalismo

marx e la morte del capitalismo Sarebbe stato meglio rendersene conto prima. E di certo non ci sarebbe stato bisogno della sfera di cristallo perché sarebbe bastato il buonsenso. Il settimanale statunitense Time ha pubblicato un articolo a firma del corrispondente da Pechino, Michael Shuman, nel quale riconosce a Marx un ruolo profetico: “Marx ha teorizzato che il sistema capitalista impoverisce le masse e concentra la ricchezza nelle mani di pochi, causando come conseguenza crisi economiche e conflitti sociali tra le classi sociali. Aveva ragione. E’ fin troppo facile trovare statistiche che dimostrano che i ricchi diventano sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri”. A sostegno delle tesi del padre del Capitale c’è uno studio dell’Economic Policy Institute di Washington che rivela come nel 2011 il reddito medio di lavoratore maschio statunitense a tempo pieno era più basso rispetto al 1973. Tra il 1830 e il 2010 il 74% dei guadagni in termini di ricchezza è andato in mano al 5% della popolazione. E le conseguenze delle diseguaglianze stanno portando dove lui aveva detto, alla lotta di classe. La rabbia dei lavoratori di tutto il mondo è in crescita: dagli Stati Uniti alla Grecia, passando anche per la Cina. Nel settimanale si legge ancora: “Marx aveva previsto un tale esito. I comunisti affermano apertamente che i loro fini possono essere perseguiti solo con l’abbattimento violento dell’ordine sociale esistente. ‘L’unica cosa che i proletari hanno da perdere sono le loro catene’. Ci sono segnali che i lavoratori di tutto il mondo sono sempre più impazienti. A decine di migliaia sono scesi nelle strade a Madrid e Atene, protestando contro la disoccupazione e le misure di austerità che stanno ulteriormente peggiorando le cose”. Secondo il Time tuttavia, la Rivoluzione auspicata da Marx sarebbe lungi dal vedere la luce perché le organizzazioni dei lavoratori sono deboli e i movimenti sorti negli ultimi anni (ad esempio Occupy Wall Street) si sono parzialmente sciolti. Colpa, secondo Jacques Rancière, esperto di marxismo presso l’Università di Parigi, delle reali intenzioni dei militanti, che non intenderebbero rovesciare il capitalismo, ma soltanto riformarlo. Tuttavia il Time mette in guardia: “Se i politici non praticheranno nuovi metodi per garantire eque opportunità economiche a tutti, i lavoratori di tutto il mondo non potranno che unirsi. E Marx potrebbe avere la sua vendetta”.

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