Referendum, il No e il vecchio marciume

berlusconi-dalema1Tante urla e tante inutili parole contro la riforma Boschi in vista del Referendum del 4 dicembre. Pare quasi di avere a che fare con il male assoluto. Probabilmente non è la migliore in assoluto, ma in realtà è l’unica proposta seria e concreta avanzata in 40 anni di chiacchiere e promesse mancate. E forse non è un caso che contro la riforma ci siano personaggi come Berlusconi, D’Alema, Salvini e De Mita. Si può essere d’accordo o meno con Renzi e con la sua politica però bisognerebbe avere il coraggio di riconoscere quando qualcosa di buono c’è negli altri andando oltre gli steccati, i colori e la mera appartenenza. La legge di abolizione delle Province può sembrare confusa, più o meno come la riforma Boschi. Ancora adesso, dopo due anni, non si capisce che fine faranno quegli enti. Di sicuro, però, ha avuto un ottimo risultato. Non spendiamo più un centesimo. Una volta a Bologna c’erano 40 consiglieri provinciali che costavano ciascuno 5.000 euro al mese e ottenevano rimborsi su tutto. Un tizio che conoscevo andava tutti i giorni al ristorante, uno buono del centro mica una bettola, e ci mangiava spesso con amici e conoscenti. Poi tornava in Provincia e si faceva rimborsare. 5.000×40 fa 200.000 euro al mese più i rimborsi a piè di lista come le mangiate al ristorante di cui sopra. Ora quei soldi non li spendiamo più. E i consiglieri delegati che attualmente li sostituiscono non percepiscono alcuna indennità. Questa ‘cagata’ l’ha fatta Renzi con la legge Del Rio. Una piccolezza, forse, ma funziona perché quei soldi non li paghiamo più per questi parassiti. Quelli che ora gli urlano contro in vista del Referendum, quelli che parlano di mostro, quelli che promettono che cambieranno loro in meglio se vincerà il No il 4 dicembre non l’hanno fatto quando sono stati al potere. E probabilmente non lo faranno mai…

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