Rouen, i buonisti e gli sgozzatori islamici

terrorismo islamico“È stato un attacco alla nostra carne”; “hanno profanato un luogo sacro”. C’è voluta l’ennesima strage di matrice islamica, stavolta a Rouen, per svegliare le alte sfere clericali dal finto e falso torpore. Si sono accorti che insegne, paramenti e simboli non sono scudi, non li mettono al riparo. Che i terroristi colpiscono tutti, anche loro e non solo gli altri. All’appello mancano solo quei pochi rimasugli farisaici di benpensanti, terzomondisti, radical chic e buonisti che, tra l’altro, negli ultimi tempi fanno bene a parlare di altro di fronte alla barbarie di chi continuano a difendere a spada tratta mettendo in campo il peggior negazionismo di tutti tempi. Neppure la storia ha insegnato loro qualcosa. Nonostante si ripeta tale e quale cambiando solo (e non sempre) i protagonisti. E così ci ha pensato la storia a ricordare loro con chi hanno a che fare. Chi è la gente con la quale vorrebbero il dialogo. Basterebbe che leggessero ciò che gli ottomani hanno fatto nel Salento nel 1400 per capire che non ci sono speranze per un’integrazione se non al costo della distruzione dell’altro. E ora, dopo aver cambiato la storia a loro piacimento, saranno costretti a cambiare pure il Vangelo. Niente più guance. Agli sgozzatori islamici si porgerà l’altra carotide.

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