Se il metodo Boffo lo usa anche la sinistra

rosario crocetta e metodo boffoLe questioni Sicilia e Roma fanno sorgere dei dubbi e delle perplessità che fanno intravedere scenari davvero pericolosi, di una dittatura strisciante che si basa sul pensiero unico massificato alimentato dai servi sciocchi. Nulla di nuovo, per carità, perché la storia si ripete e quindi anche i metodi. Se davvero l’intercettazione telefonica di Crocetta su Lucia Borsellino non esistesse, come riferisce la Procura, significherebbe che qualcuno, con l’aiuto di qualcun altro, sta portando avanti un disegno per fare fuori i propri avversari con la calunnia. Poi uno pensa: la presunta intercettazione è stata pubblicata dall’Espresso. Il periodico è di proprietà di De Benedetti, colui che al congresso della Fnsi a Bergamo, senza che nessuno battesse ciglio, disse che i giornalisti dovrebbero pagare gli editori perché questi ultimi permettono loro di essere famosi. De Benedetti risulta che sia uno di coloro che appoggiano il nuovo corso Renzi. Se uno più uno fa davvero due (in questo mondo ormai nulla è più certo) il risultato sarebbe sotto gli occhi di tutti. Il caso Roma sembra avere le stesse modalità. Repubblica sta portando avanti una campagna di denuncia del degrado della capitale. Degrado che però non è di adesso ma nasce da lontano. E sarebbe interessante verificare se una campagna di questa portata è stata lanciata anche in passato quando ‘regnavano’ Veltroni e Alemanno con risultati che sono sotto gli occhi di tutti e che probabilmente fanno vedere i drammatici risultati oggi. Repubblica, mi risulta, appartiene a De Benedetti, quello di sopra. Se fossi un malpensante direi che ci sono alcune somiglianze con il metodo Boffo. Solo che allora qualcuno urlava il pericolo ai quattro venti, ora invece tutti zitti.

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