Stragi Dayton ed El Paso

Stragi Dayton ed El Paso

Stragi Dayton ed El Paso hanno dimostrato quanto sia pericoloso dare una connotazione politica alle gesta malate di certe persone altrettanto bisognose di cure. Stragi Dayton ed El Paso sono la prova che spesso ad armare un folle più che le parole è una serie lunga e quotidiana di piccoli soprusi, screzi, mancate risposte e frustrazioni. O semplicemente una follia emulatrice per sfuggire alla noia mortale dell’anonimato.

Dopo i morti senza un perché in Ohio il 4 agosto e in Texas il giorno prima abbiamo assistito allo sterile fuoco di fila dei democratici contro Donald Trump. Un presidente probabilmente reo solo di aver tolto il potere a chi ritiene di doverlo gestire per un qualche imprecisato e incomprensibile diritto divino. Con il 21enne Patrick Crusius i democratici si sono scatenati contro Trump e le sue politiche presuntamente razziste ree di aver armato un folle. Ma con il 24enne Connor Stephen Betts si sono dovuti arrendere a un clamoroso autogol.

Il primo era animato da una sorta di demone razzista ed era un fervente sostenitore della destra e di Trump. Almeno così raccontano le cronache. Per me è più probabile che fosse un malato bisognoso di cure. Il secondo, però, era un uomo di sinistra. Scriveva post contro Donald Trump, sosteneva l’ex senatrice democratica Elizabeth Warren e predicava il controllo delle armi e il socialismo. Patrick Crusius e Connor Stephen sono due facce della stessa medaglia. E bene spiegano come la morte e la follia non abbiano colore o connotazioni. Non uccidono solo i fanatici imbevuti di idee destrorse. Uccidono anche quelli che vengono allevati secondo i più dotti e brillanti criteri sinistrorsi.

I primi, però, sono la peggiore sottospecie della razza umana. Gli altri solitamente sono ragazzi che sbagliano, che vanno compresi e che hanno diritto a una seconda chance. Parametri di giudizio adottati pari pari anche in Italia con peripezie verbali e contorsioni camasutramiche difficili da vedere persino in un spettacolo circense. Ed è comica se non patetica l’opera di certuni pseudo pensatori e altolocati luminari. Gente che usa la propria scienza per ripulire il giardino progressista semplicemente scaricando l’immondizia in quello altrui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *