Tav, stop agli scempi ma senza bloccare il progresso

tav trenitalia frecciarossa Mi chiedo se lo scempio del territorio sia solo causato dai cantieri della Tav, i treni ad alta velocità, o se dipenda anche dalle montagne di immondizia non raccolta per le vie di Napoli. Di certo una differenza è sotto gli occhi di tutti: per la Tav si fanno manifestazioni, si bloccano strade, si bloccano cantieri, si ingaggiano scontri con le forze dell’ordine; per la situazione di Napoli, invece, nessuno muove un dito. Nessuno che assedi palazzo San Giacomo o la sede della Regione Campania. Eppure, a mio avviso, sono due problemi di questo paese. Questioni che vanno affrontate. Di certo entrambe sono testimonianza del progresso di un paese. L’alta velocità dà l’idea di una comunità che cresce. Che ha la necessità di spostarsi più rapidamente, di essere al passo con i tempi. L’immondizia per strada va contro i più comuni canoni dell’igiene e dà l’idea di un paese da Terzo mondo. Non voglio pensare che i manifestanti che protestano sotto le insegne “No tav” siano contro il progresso. Che sognino di viaggiare ancora con gli espressi tutti scassati sui quali sono costretti a viaggiare tutti i cittadini del Sud Italia e spesso anche buona parte dei pendolari del Nord. Voglio sperare che vogliano dire basta ai famosi vagoni merci su cui viaggia tanta (troppa) gente ammassata come animali destinati al macello. Voglio pensare che anche loro siano per spostarsi su convogli comodi, veloci, dotati dei necessari comfort a cui oggigiorno facciamo fatica a rinunciare. Per cui mi chiedo perché protestano? Non vogliono che questo paese si sviluppi? Non vogliono che questo paese cresca? Non vogliono che la gente abbia a disposizione treni migliori? Vogliono continuare a sostenere gli spostamenti su gomma? Spero di no. Non vorrei che si comportassero come certe istituzioni che ancora sperano al ritorno all’anno mille, al Medioevo. E che per questa loro speranza tanti danni hanno fatto al nostro paese. Costringendolo ad arrancare su tanti fronti del progresso e facendo in modo che venisse superato da altri paesi che una volta erano più arretrati. Se poi i “No tav” non vogliono scempi come quelli avvenuti sulla tratta Bologna-Firenze allora la questione è un’altra. Che non si può risolvere bloccando il progresso. Ma quantomeno cercando di incanalarlo nel rispetto dell’ambiente. Se fare una galleria costa di più e comporta il prosciugamento di un fiume (come è avvenuto in Toscana a causa della Tav) con benefici praticamente pari allo zero allora è giusto dire no. Ma non bloccare i lavori. Bensì costringendo i nostri amministratori pubblici a dire no a progetti così disastrosi. Amministratori capaci di mettere un freno a certi scempi. Amministratori capaci di tutelare l’ambiente. Ma poi mi chiedo: come fanno gli amministratori ad amare l’ambiente che li circonda se per primi noi cittadini diamo il cattivo esempio. Quanti di noi, per esempio, gettano a terra i mozziconi di sigaretta? Quanti si disfano delle carte gettandole per terra? Quanti abbandonano il frigo o la tv o la lavatrice vecchia per strada? Quanti abbandonano i propri rifiuti sulla spiaggia a fine giornata? E potrei continuare all’infinito. Il risanamento di questo paese, a mio avviso, deve partire prima da noi e dalle nostre abitudini quotidiane e non bloccando il progresso.

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