Violenza donne, ma la Bongiorno è destrorsa

violenza contro le donne“Mi piacerebbe che le mamme fossero più dure con i figli maschi quando usano un linguaggio che manifesta discriminazioni”. È quanto ha detto l’avvocatessa Giulia Bongiorno nel corso di una trasmissione in cui si affrontava il triste e doloroso argomento della violenza contro le donne. Perché se è vero che le leggi (ma soprattutto il rigore nel farle rispettare) aiutano, è la prevenzione che svolge un ruolo fondamentale. E siccome nella maggior parte dei casi l’educazione dei figli viene demandata principalmente alle mamme che sono anche donne sarebbe importante che non si stancassero mai di spiegare ai figli maschi che le donne vanno rispettate e non sopraffatte; che il loro no ha lo stesso valore di quello pronunciato da un capo, da un collega o da un amico. Direi nulla di più lapalissiano anche se non tutte le donne concordano. Qualche anno fa ebbi modo di ripetere lo stesso concetto nel corso di un dibattito pubblico organizzato in un comune dell’hinterland bolognese in occasione del 25 novembre. Venni aggredito in maniera a dir poco maleducata dalla sindaca di quella città che pure mi aveva invitato. Una sindaca che viene indicata come fulgido esempio di intellighenzia tanto che oggi è un assessore della giunta Merola. Ovviamente, avendo io il pessimo vizio di dire ciò che penso, alla signora illuminata ho avuto modo a suo tempo di mettere nero su bianco il mio concetto di educazione e rispetto. La signora, tra le altre farneticazioni, ebbe modo di definirmi un destrorso avendo espresso quel concetto. Fermo restando che destra e sinistra sono stupide e anacronistiche categorizzazioni, la mia storia e la mia vita testimoniano ben altro. Ascoltando le parole dell’avvocatessa Giulia Bongiorno mi è venuto in mente quell’episodio e, con un sorriso sulle labbra, mi sono detto: “Tanto è una destrorsa!”.

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