Xylella, chiacchiere e politicanti inetti

xylella messapia, magna grecia, ricerca, finanziamenti, xylella, ue, bruxelles, bari, salento, ulivi, regione, puglia, eradicazione, zona cuscinettoChe il problema Xylella fastidiosa sia stato sottovalutato è un triste e deleterio dato di fatto. Così come è evidente che abbia fatto finta di niente la Regione Puglia negli ultimi anni guidata da Nichi Vendola, barese come l’attuale governatore Michele Emiliano, entrambi presuntamente di sinistra. Non che gli altri siano migliori, ma da chi si definisce da sempre “diverso e migliore” quanto meno ci si attenderebbe di più. Più che nel colore è probabilmente nelle origini il problema Puglia. Finché a governare la Regione ci sarà gente barese il Salento (inteso come Messapia e Magna Grecia) sarà sempre poco considerato. Lo dimostrano i fatti, lo ricorda la storia. Oggi lo conferma la tragedia Xylella ufficialmente riconosciuta nel 2013, ma già in essere da molto prima. Nell’aprile 2015 scriveva L’Espresso: “La prima delibera della Regione Puglia contro la Xylella è dell’ottobre 2013. Solo nel febbraio del 2015, Giuseppe Silletti, comandante del Corpo Forestale dello Stato in Puglia, viene nominato Commissario”. E si legge ancora nel periodico: “Il primo provvedimento della giunta Regionale pugliese è del 29 ottobre 2013. Ma i finanziamenti per sostenere monitoraggio e ricerca arrivano a rilento. La giunta Vendola ha destinato alla Xylella un totale di 10 milioni di euro (quattro dei quali deliberati solo il 30 marzo 2015). In buona parte arrivano dal Fondo di riserva delle spese impreviste. Quattro, però, sono stati sottratti al Programma di Sviluppo Rurale, il serbatoio finanziario dell’agricoltura pugliese cofinanziato dall’Ue. Il 40% delle risorse non arriva quindi da altri comparti: travasa fondi già destinati all’agricoltura destinandoli alla Xylella”. E se Bari, distante 200 km da Lecce, dorme figurarsi Roma. Scrive ancora l’Espresso: “E il governo? Al momento sono arrivati 2,6 milioni dal ministero delle Politiche agricole e altri 5 dal Fondo nazionale di solidarietà. Briciole. Intervistato dal settimanale Donato Boscia, virologo del Cnr di Bari, dice: “I colleghi d’oltreoceano sono scandalizzati dalla pochezza di quanto messo a disposizione sino a ora. L’emergenza non solo è stata sottovalutata. È tutt’ora sottovalutata. Il problema è stato affrontato in modo sciatto e deludente”. A gennaio 2015 l’Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, prosegue ancora l’Espresso, “aveva suggerito di condurre ulteriori ricerche per contribuire a ridurre in modo sostanziale le incertezze e consentire di effettuare una valutazione più approfondita dei rischi. Da allora però, né il governo né la Regione hanno richiesto un parere scientifico sulla eziologia della malattia”. Come ricordava qualche giorno fa il Corriere della Sera “solo ora (nell’autunno 2016, ndr) ci sono due milioni pronti a finanziare una cinquantina di progetti di ricerca, ma il disegno di legge varato dalla giunta regionale è in discussione alla commissione Agricoltura. Il disegno di legge per la «gestione della batteriosi da Xylella» è stato varato dalla giunta regionale il 4 agosto scorso, è ancora all’esame della commissione Agricoltura propedeutico all’approvazione da parte del Consiglio”. Dunque, a distanza di tre anni ancora solo chiacchiere. I contadini salentini hanno perso l’ultima fonte certa di guadagno, il paesaggio è stato depauperato, veri e propri monumenti millenari morti o abbattuti con la forza con la complicità dei saurocrati di Bruxelles dietro ai quali si nasconde l’incapacità dei politicanti locali. A voler pensare male si potrebbe dire che finché il problema era salentino poteva anche starci. Ma ora (a voler essere cattivi si potrebbe dire per fortuna) la Xylella è arrivata anche alle porte del capoluogo pugliese e la tensione e la preoccupazione sono molto più palpabili rispetto a qualche anno addietro. E c’è da credere (o sperare) che ci siano buone probabilità che i politicanti baresi che governano la Regione si sveglino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *