Fiat in rovina per 19 operai. Ci credono solo Cisl e Uil

operai fiat lavoro Una volta c’erano l’Avvocato e i suoi manager. La Fiat era l’azienda più grande in Italia. E quando le cose non andavano bene bussava a denari. E con la minaccia di mettere a casa o in cig qualche migliaio di lavoratori otteneva dal governo ciò che voleva. Ovviamente soldi nostri. Ora le cose sono sensibilmente cambiate. Ma la storia, bene o male, si ripete sempre. Ora alla guida del Lingotto c’è Mister cashmere. E vive la storia con i mezzi che ha. Forse non ha migliaia di lavoratori da licenziare. Del resto dopo delocalizzazioni, chiusure e politiche industriali e modelli sbagliati dovrebbe solo spostare quello che resta della Fiat all’estero. E non so quanto converrebbe. A parte l’ingratitudine per un Paese che ha fatto la Fiat. E allora che fa Mister Cashmere? Persa una battaglia, che pare solo ideologica, con la Fiom ha deciso di mettere i lavoratori contro. Quasi a volersi godere una guerra all’ultimo sangue tra poveracci. Come un imperatore romano al Colosseo. E al giudice che gli ha imposto di riassumere i 19 operai iscritti alla Fiom e a suo dire cacciati ingiustamente ha risposto con la minaccia di licenziare altri 19 operai. Come se fossero 19 stipendi a rovinare i conti dell’azienda. Di certo un risultato l’ha raggiunto: Cisl e Uil dalla sua parte all’attacco della Fiom-Cgil. A discapito dei lavoratori. Proposta: i 19 operai Fiom si iscrivano anche alla Cisl e alla Uil.

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