Cesario Picca e Saru Santacroce su TitoloTv

cesario picca intervistato a titolotvIl genere letterario giallo, ma anche l’interesse sempre più morboso per la cronaca, i thriller di Rosario Saru Santacroce e il selfpublishing. Sono alcuni degli argomenti trattati nel corso dell’intervista rilasciata qualche giorno fa alla redazione di TitoloTv durante un’amabile chiacchierata con l’amico, nonché paesano, Donato Bianco che di TitoloTv è anche direttore. Nel corso della mezzora trascorsa insieme abbiamo affrontato l’argomento del selfpublishing e in tal modo ho avuto l’opportunità di spiegare che come l’autopubblicazione non sia un ripiego per autori sfigati che nonn riescono a trovare un editore, ma una splendida opportunità che nulla ha da invidiare all’editoria tradizionale soprattutto in qualità. Chi pubblica da sé i propri libri come faccio io non lascia niente al caso dal momento che si serve di professionisti capaci e seri che sovrintendono le varie fasi della creazione letteraria. Si va da chi disegna la cover a chi si occupa dell’editing per giungere al beta reader che dà l’ultimo sguardo prima del si stampi. Per quanto mi riguarda c’è più libertà nel trattare determinati argomenti che poi fanno parte e si integrano con la storia che racconto e, cosa che non guasta, è possibile offrire al lettore un ottimo prodotto ad un prezzo davvero contenuto. Peccato che la maggior parte (se non tutte) delle librerie non abbia capito il reale valore e la portata di questa nuova frontiera e continui a sottostare ai diktat degli editori tradizionali che stanno portando il sistema sulla strada del non ritorno. A mio avviso, infatti, non sono le case editrici che debbono determinare la qualità di uno scrittore o di un libro bensì i lettori che sono e restano la vera unità di misura delle capacità di chi scrive. Cosa che attualmente non viene riconosciuta dal momento che gli editori pensano di poter imporre uno scrittore piuttosto che un altro trattando i lettori come una massa informe intenta a pascolare in attesa che il (buon) pastore le dia qualcosa in pasto senza preoccuparsi di gusto e sapore dalle caratteristiche ormai sempre più omologate al ribasso. Ho anche espresso le mie perplessità sulla morbosità con la quale la gente vive e segue gli episodi di cronaca che tanto audience danno alle trasmissioni che se ne occupano, quasi sempre, con il solo fine di raccogliere share. E non è mancato il confronto sui miei gialli – Tremiti di paura, Gioco mortale, Il dio danzante e Vite spezzate – e sul loro protagonista, il cronista salentino Rosario Saru Santacroce.

Di seguito l’intervista integrale

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