Il filo rosso ambientato a Bologna

Il filo rosso ambientato a Bologna

Il filo rosso ambientato a Bologna è il giallo dello scrittore Cesario Picca, salentino d’origine e bolognese d’adozione. Nel giallo Il filo rosso – delitto sui colli, appare subito chiaro quanto sia pericoloso trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato. E qualche volta sbagliare non aiuta ad imparare bensì a morire. Sei morti nel giro di pochi giorni mettono in allarme un’intera città.

La politica è in fibrillazione e volano accuse tra le forze di governo che tentano di minimizzare e quelle di opposizione che cavalcano la situazione. I meeting in Prefettura si susseguono per coordinare il lavoro delle forze dell’ordine impegnate a risolvere l’intricato rebus. La situazione deflagra dopo il ritrovamento del cadavere di un imprenditore siciliano sui colli bolognesi. Le indagini sulla sua vita non portano in alcuna direzione. Pare non esserci davvero nulla di misterioso nel passato di quest’uomo giunto a Bologna povero e poi diventato il Re Mida dell’edilizia.

E dopo di lui altre cinque persone vengono trovate uccise in circostanze misteriose. La prima a trovare la morte è proprio la testimone che si presenta dai carabinieri giurando di aver visto in faccia i killer del costruttore. Il suo decesso non appare doloso, ma il dubbio che ci sia qualcosa di misterioso resta nell’aria. Il primo a nutrire scetticismo è proprio il cronista Saru Santacroce sempre alla continua ricerca di notizie da pubblicare. E come tutti i suoi colleghi propenso a rifilare un buco agli altri giornali. Ma non sarà facile per gli inquirenti credere alla tesi di un giornalista finché nel muro delle certezze non cominciano a comparire le prime crepe. E indizio dopo indizio si arriverà alla soluzione del sanguinoso mistero che avvolge il giallo Il filo rosso ambientato a Bologna.

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