Sbagliando non sempre si impara nel giallo Il filo rosso

Sbagliando non sempre si impara nel giallo Il filo rosso

Sbagliando non sempre si impara nel giallo Il filo rosso. È quanto scopriranno, loro malgrado, le sei vittime di questo giallo. Una serie di morti tanto misteriose quanto inquietanti caratterizza l’ennesima avventura del cronista salentino Rosario Saru Santacroce.

Queste persone, per lo più sconosciute tra loro, hanno in comune un sottile filo rosso che le unisce in un tragico destino. Una fatale casualità che dimostra quanto può essere costoso, in certi casi, trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Tutto comincia con l’omicidio di un imprenditore siciliano sui colli di Bologna. Poi la scia di sangue diventa sempre più consistente con la morte di altre cinque persone che qualcuno lega tragicamente a quel delitto.

Apparentemente è difficile trovare un collegamento tra questi omicidi perché il modus operandi non è lo stesso. E gli inquirenti paiono in difficoltà di fronte a questa mattanza. Finché il solito giornalista ficcanaso non comincia a mettere insieme tutti gli elementi. Tessere che si incastrano perfettamente dando l’idea di appartenere allo stesso mosaico. Una chiave di lettura che fatica a prendere piede tra gli investigatori alle prese con questo intricato grattacapo.

In fondo non è facile lavorare in un clima incandescente e con la politica e l’opinione pubblica che chiedono risposte. Così come non facilitano le cose la minaccia di un commissariamento e il continuo incalzare degli assassini. Ma alla fine, a fatica e con un pizzico di fortuna, la verità verrà fuori. Anche se costerà un’altra vittima innocente. Perché sbagliando non sempre si impara nel giallo Il filo rosso. Qualche volta si muore.

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