Tremiti di paura

Tremiti-di-paura-low.jpg Lei, l’altro e la morte…
Al centro del giallo Tremiti di paura c’è un femminicidio, un delitto che vede come vittima una facoltosa turista bolognese in vacanza alle Isole Tremiti. Questo è il primo episodio della serie che vede impegnato il cronista salentino Rosario (Saru) Santacroce in omicidi e avventure caratterizzate da tanto brio, molta suspence, una montagna di allegria e la necessaria suspense che terrà il lettore inchiodato fino all’ultima riga. Nei gialli di Saru fa capolino l’amore per la buona tavola e la voglia di vivere con il sorriso sulle labbra perché anche i drammi e le difficoltà si affrontano meglio con il buon umore. Per questo, un lettore, ha definito “una sorta di innno alla vita” quello che Rosario Santacroce fa vivere ai suoi lettori.

Il protagonista è un giornalista quarantenne salentino che vive a Bologna e lavora per un quotidiano locale. Un uomo rude e razionale, loquace e carismatico, amante di tutto ciò che può essere assaporato in ogni istante dell’esistenza come se fosse sempre l’ultimo ad essere vissuto. È un personaggio esplosivo, qualche volta rude e politicamente non corretto. È genuino, schietto e sincero. Va dritto alla sostanza anche se non disdegna la forma; ama la vita, odia la falsità, l’ipocrisia e il finto buonismo. Il suo amore per il Salento traspare attraverso il gusto per la buona tavola, i prodotti e i piatti tipici, i modi di pensare e di dire, i luoghi e i ricordi.

Soprannominato Saru (è il nomignolo che nel Salento danno a quelli che si chiamano come lui) segue i casi di nera che accadono in città. Come spesso accade, qualche volta il lavoro lo segue anche in ferie perché il vero cronista maledetto non stacca (quasi) mai la spina. Ed è probabilmente per questo che si trova invischiato in questo delitto mentre è in vacanza nelle Perle dell’Adriatico. Il primo ad accorrere sul luogo del delitto è stato proprio Saru e per tale ragione finirà tra i sospettati. Sull’isola giungono i giornalisti di tutte le testate nazionali, ma Saru riesce sempre ad avere qualcosa più degli altri grazie all’amicizia con il maresciallo della locale stazione che è un suo compaesano.

Il romanzo è colorato di simpatiche citazioni dialettali salentine, denota cura e attenzione per la gastronomia, i gusti e gli usi di quella parte d’Italia baciata dai due mari e contiene il giusto mix di erotismo e suspense. L’autore racconta al lettore i dispetti e le relazioni tra colleghi, gli fa leggere veri articoli di cronaca e di colore e gli riserva colpi di scena nelle indagini fino all’imprevedibile epilogo finale. Il giallo è sia in formato ebook che in quello cartaceo e lo potete trovare su Smashwords o su Amazon sia su Google store che su Apple store dal vostro smartphone oppure alla Libreria Adriatica di Lecce.

Cesario-murder in the tremiti isles Per gli esterofili c’è anche la traduzione inglese Murder in the Tremiti Isles che potete acquistare sia su Amazon che su Smashwords.

Tremiti di paura Tremiti di paura   Le presentazioni
a è tv e a Telesanterno
di Tremiti di paura.

 

 

 

La presentazione della versione cartacea nella Sala Marco Biagi del Baraccano

 

Le recensioni su Tremiti di paura

 

Storia ben costruita e con logica concatenazione

Thrillernord

Nel suo blog Cesario Picca, classe ’72, si presenta, giustamente, come giornalista e scrittore.
Tra le due professioni, come sostiene Cesario, e come abbiamo già verificato, di solito con piacere, molte altre volte, il passo “non è molto lungo”; spesso infatti le esperienze di una vita lavorativa si ritrovano nell’altra, e viceversa.
E anche qui infatti, nelle sue fatiche più propriamente letterarie, l’autore riversa molto del suo lavoro di cronista, fino a creare un personaggio, Rosario “Saru” Santacroce, cronista di giudiziaria presso un quotidiano bolognese, che è quasi un suo alter ego.
In questo e-book, edito nel 2010, Saru è in vacanza nelle “sue” Tremiti, insieme alla sua ultima conquista, quando, durante una cena romantica al chiar di luna, la pace delle isole viene squarciata da un urlo disperato.
Ovviamente, l’amore per la professione prevale sulla galanteria, e Saru si lancia immediatamente alla volta del luogo da cui è venuto l’urlo, arrivando sul posto prima di tutti e trovandosi di fronte a una scena agghiacciante…
Questo è dunque l’incipit di Tremiti di paura, in cui le indagini della magistratura e quelle personali di Saru per conto del suo giornale, si intrecceranno, con un certo humor, dipanandosi poi fra mariti traditi, amanti insoddisfatte, parenti serpenti, pubblici ministeri inizialmente molto sospettosi, simpatici marescialli dei carabinieri, epiche abbuffate, avventure erotiche e tanto altro ancora.
Il personaggio principale, il cronista di nera Rosario Santacroce, c’è, indubbiamente, e riesce subito molto simpatico al lettore, con la sua inclinazione a una leggera pinguedine, alle mangiate colossali e alle belle donne, pur restando sempre un sagace giornalista perennemente in bonaria ma scaltra lotta con i colleghi delle altre testate per un’esclusiva o un pezzo a sensazione.
La storia anche, molto ben costruita e portata avanti con logica concatenazione (Cesario Picca è anche cronista di valore).
Personalmente, ho trovato a volte troppo dilatati o poco naturali alcuni dialoghi, dialoghi in cui fra l’altro si ricorre spesso a un dialetto salentino strettissimo che, pur costituendo una comprensibile manifestazione di amore per la terra di origine, obbliga poi all’inserimento di note in calce per spiegare conversazioni che altrimenti rischierebbero di restare difficilmente decifrabili.
E questo nuoce al mantenimento della suspense (circostanza che peraltro, e legittimamente, non pare essere alla base delle principali preoccupazioni dell’autore).

Un omicidio efferato, la bellezza della Puglia e, in particolare, delle sue isole, l’amore per la buona tavola e tutta la passione, la voglia di vivere con il sorriso sulle labbra e la sensualità del Salento e dei suoi abitanti: questi gli ingredienti principali del romanzo “Tremiti di paura”, un giallo godibile dello scrittore e giornalista Cesario Picca, classe 1972, penna veloce e divertente, un inno al piacere venato di noir.

Lettura da ombrellone per una vacanza di sole, mare e voglia di divertirsi

La mansarda dei ravatti

Tutto merito del giornalista di “nera” nato dalla fantasia di Picca, il piacione Rosario Santacroce, cronista quarantenne salentino che vive a Bologna e lavora per un quotidiano locale.
Un uomo rude, loquace e carismatico q.b, amante di tutto ciò che può essere assaporato e goduto lentamente, dalle donne alla buona cucina, dal sole dorato del Sud al mare cristallino dell’isola di San Nicola.
Soprannominato Saru, è perseguitato dal lavoro, che lo segue anche in ferie, ed è proprio per questo che si trova invischiato nell’omicidio di una facoltosa turista bolognese, come lui in vacanza alle Isole Tremiti, una donna fascinosa che lo stesso protagonista aveva conosciuto il giorno prima durante un giro in barca, un incontro che aveva scatenato in entrambi un profondo e irrefrenabile desiderio.
Da qui inizierà una vorticosa indagine investigativa e giornalistica, un turbinio di prove, indizi, smentite e colpi di scena, favoriti anche dall’amicizia di Saru con il maresciallo della locale stazione, suo compaesano e alleato nelle indagini.
Lo stile è semplice e diretto, il linguaggio è reso ancor più accattivante dalle frequenti citazioni dialettali salentine (Andrea Camilleri docet), la trama contiene un buon mix di erotismo e suspense, leggerezza e realismo.
Anche i personaggi hanno la capacità di instaurare un rapporto di empatia col lettore, nonostante gli scivoloni nella stereotipizzazione non manchino, e la reiterazione nel racconto degli incontri amorosi tra il focoso Saru e la sua volitiva compagna, Elisa, rischi di risultare, talvolta, un po’ ripetitiva, pur senza ledere la piacevole lettura di questo romanzo.
Nel complesso un libro leggero, gustoso, una lettura da ombrellone che ben si accompagna ad una vacanza fatta di sole, mare e voglia di divertirsi.

Un vero e proprio inno alla vita

Il libro di Cesario Picca è una vera e propria boccata di aria fresca e pulita ma anche di entusiasmo alla ricerca della verità in cui l’autore, con la sua chiarezza e spontaneità espositiva, la semplicità dei suoi personaggi, lo sfondo intrigante di un omicidio quanto la terra (le isole Tremiti) in cui è stato commesso, ci immerge in un’atmosfera, inizialmente vacanziera e successivamente lavorativa, dove è la vita stessa a fare da prima donna. Il protagonista Saru Santacroce è un uomo rude, razionale, attento ma nello stesso tempo amante di tutto ciò che può essere assaporato in ogni istante dell’esistenza come se fosse sempre l’ultimo ad essere vissuto. Lo stesso è dedito al suo lavoro, che ama e che svolge con grande senso di responsabilità personale e sociale e che non si sente di trascurare non solo per il fatto che lo stesso rivesta il ruolo di sostentamento ma neppure quando il prezzo da pagare è la perdita della donna che ama; il suo lasciarsi andare facilmente, apparentemente sintomo di debolezza, altro non è se non curiosità verso la vita stessa fatta anche di opportunità da non lasciarsi scappare e che spesso fanno da misura per apprezzare quello che poi, in maniera improvvisa e prorompente, fa boom facendo esplodere il cuore per colmarlo di gioia pura e duratura.

Attraverso gli altri personaggi, soprattutto quelli femminili che non mancano e che a lui sembrano piacere molto non di minore spessore, l’autore fa vivere al lettore le sensazioni di una vita che deve essere apprezzata in ogni sua sfaccettatura e in tante quotidiane occasioni sia quando si è seduti intorno ad un tavolo da soli o con gli amici davanti al cibo preferito, sia quando ci si sente sopraffatti dagli affanni quotidiani che alcuni giorni appaiono cumuli di atrocità insormontabili, sia quando si è attratti da coloro che indossano le vesti dei nostri desideri a volte insaziabili, sia quando ci si trova davanti ad un evento imprevisto come accade al protagonista, che inciampa sulla vittima di un omicidio increscioso. Quest’ultimo al centro della trama è ben studiato ed articolato ricco di suspense e sorprese, che lasciano intravedere una certa esperienza dell’autore per gli ambienti in cui si dispongono le indagini, le modalità in cui si effettuano e per tutto ciò che presuppone la soluzione di un caso come quello descritto. Il lavoro di cronista calza a pennello al protagonista, che si muove disinvolto e sicuro in un ruolo che non poteva non essere il suo. Anche i personaggi che ruotano intorno alla vicenda sono bene assortiti e scelti nel modo giusto, sia per il ruolo che occupano, sia per le parole che usano nel rapportarsi ai colleghi o ai superiori. Una certa freschezza viene offerta al giallo dalle figure femminili, che nella diversità dei ruoli e personalità sono accomunate da una certa attrazione per Saru, deciso a non farsene scappare neppure una.

Non mancano nella narrazione le note malinconiche, seppure brevi, di un protagonista che pensa alla sua terra e ai suoi genitori lontani con tenerezza e nostalgia, che rivelano la presenza di un certa tristezza nella sua esistenza, anche se poi superata in maniera alquanto normale.
Il giallo di Picca si può leggere ovunque: al mare sotto il sole salentino per chi come me ne assapora e ne conserva il calore anche durante una giornata grigia e piovosa, in cima ad una montagna, in città seduti ad aspettare o su un qualunque mezzo di trasporto e in ogni altro luogo in cui ci si trovi con tanta voglia di curiosità ed evasione .
La prima parola che mi è venuta in mente leggendo il libro e che evoca una sensazione molto forte è divorare come fanno le persone quando mangiano con avidità qualcosa che piace, quando si guarda qualcuno o qualcosa con un certo desiderio, quando si legge velocemente un libro, detto specifico di animali feroci o al passivo quando si è divorati dalla passione. La discorsività del testo, la sua continuità genuina, la sua scorrevolezza, che a tratti appare come un fiume in piena, derivanti dalla semplicità delle parole scelte dall’autore con scrupolosità anche nella forma dialettale e accompagnate da una forte dose di suspense sia per il contenuto in sé del giallo, sia per le svolte continue ed impreviste del protagonista e dei suoi più vicini personaggi , mi ha spinto a leggere il libro molto velocemente quasi a volerlo divorare .

Spero di non esagerare a considerare il testo di Picca un vero e proprio inno alla vita all’insegna della ricerca della verità seppure in un contesto in cui è stato commesso un omicidio e la perdita di un essere umano fa da sfondo macabro, di una vita come quella di tanti fatta di lavoro, passione, amore, amicizia, sole e mare per chi li apprezzi, dedizione, delusione, tradimento, avidità, rispetto e di tanto tanto entusiasmo. Il tutto ancora più apprezzabile in un momento storico come questo di grigiore politico, sociale, morale in cui spesso la confusione e le conseguenze del ribaltamento di certi valori fondamentali sembrerebbero poter prendere il sopravvento a scapito di una vita che vale sempre la pena di essere vissuta a 360 gradi, come il protagonista Saru insegna a fare anche durante la difficile soluzione di un omicidio, di cui è uno dei cronisti: personaggio del quale la sottoscritta si è praticamente innamorata per il suo naturale carisma, la loquacità e se non altro per la condivisone nel divorare la vita e ciò che si ama, compresa la terra madre e il suo cibo.

Uno sguardo dietro le quinte di una notizia

Un giallo con classico colpo di scena finale, assolutamente inaspettato, da leggere con il sorriso sulle labbra e con la speranza in un prosieguo per la caratterizzazione e l’intensità che l’autore è riuscito a dare ai suoi personaggi. Un giallo che permette ai profani di capire quello che succede “dietro” le quinte di una notizia di cronaca nera, di quali siano i rapporti tra le forze di polizia e i cronisti e di quali equilibri e collaborazioni si instaurino tra le due parti.
Un giallo letto due volte, la prima da persona che conosce l’autore e con stupore l’ha ritrovato nel personaggio principale, con i suoi tanti pregi, lo sconfinato amore per la terra d’origine, l’amore per le cose belle della vita (il cibo, il vino, i viaggi e… il sesso) e il terrore di ingrassare. Personaggi descritti in modo tale da poterli considerare “di famiglia” e, alla fine del libro, da chiamarli per nome, in particolare il maresciallo e il magistrato.
La seconda volta da semplice lettrice, ha apprezzato le descrizioni. Dei luoghi, delle scogliere, il mare di queste isole che sembra di avere davanti agli occhi, le stradine e i locali dei quali sembra di sentire l’odore. Delle ricette e dei piatti tipici che fa desiderare un assaggio e fa capire l’importanza che l’autore attribuisce alla buona tavola. Infine “l’insaporitore” di tutto il romanzo, i dialoghi in dialetto salentino, a me sconosciuto ma assolutamente comprensibile ed esilarante.

Giallo piacevole ed avvincente

900letterario.it
Tremiti di paura (2015) dello scrittore salentino classe 1972 Cesario Picca è un piacevole e avvincente giallo “estivo” che ha per protagonista il giornalista Rosario Santacroce, detto Saru legatissimo alle sue Isole Tremiti ma da tempo vive a Bologna. Un delitto d’estate, alle isole Tremiti, con probabili moventi sentimentali, un cronista sempre all’attacco della notizia e anche delle donne: gli ingredienti per una storia sorprendente e accattivante sono conditi dal sognante scenario delle isole Tremiti e di una estate che volge al termine.

Rosario Santacroce si trova ad essere il protagonista della notizia, “nella notizia”: stavolta non è davanti ad al solito caso di cronaca nera ai quali era abituato, nella notizia ci entra direttamente: suo malgrado o sua fortuna, si trova nel momento giusto al posto giusto al momento dell’omicidio della notaia Lucia Benni. Probabilmente in un momento fin troppo giusto per gli inquirenti, che infatti lo iscrivono nel registro degli indagati. Nella notizia, quindi “ci inciampa” letteralmente: durante una tranquilla cena con la sua fidanzata Elisa, sente un urlo e si precipita in strada, cadendo dopo pochi metri, complice l’oscurità, proprio nel cadavere della sventurata notaia. Da lì inizia quella una intensa avventura. Il suo acume e la sua spigliatezza lo portano a stringere sincere amicizie con il maresciallo De Rocco, suo compaesano, a battagliare con il duro carattere della pm De Paolis, a confrontarsi intelligentemente con i suoi colleghi cronisti. Movente passionale o di eredità? Due personaggi sono soprattutto al centro delle indagini, il ricco costruttore Giovanni Ferretti e il designer bolognese Roberto Morgagni, rispettivamente marito e amante della vittima: ma le sorprese e le svolte sono sempre dietro l’angolo e la ricerca dell’esclusiva giornalistica va di pari passo con le indagini della magistratura, spesso intrecciandosi.

A Saru capita di pensare che il suo lavoro sia per lui proprio “come una amante gelosa e possessiva che lo vorrebbe tutto per sé”: è proprio questo l’altro “caso” che Saru si trova ad affrontare: iniziano le prime incomprensioni con Elisa, che si trasformano poi in definitiva rottura. Tra un piatto a base di pesce e uno scambio di confidenze con De Rocco, Saru deve gestire ed affrontare anche il confronto con i suoi colleghi: si trova senza dubbio in una posizione privilegiata, essendo parte integrante della notizia e del caso. È ancora più difficile gestire questa strana situazione con Irene, sua collega con la quale si ritrova presto a gestire intimi e carnali interessi: la tensione, la sospensione che vive nella sua triplice veste di cronista, indagato e amante gli renderà particolarmente difficile la vita, ma il carattere del caparbio cronista è un valido alleato per gestire, in un modo o in un altro, tutte le pressioni che i tribolati giorni salentini gli offrono.

Lavoro e amori e amore per il lavoro sono quindi gli estremi entro cui l’avventura di Saru si sviluppa: il tratto distintivo del racconto di Cesario Picca è proprio quello di far emergere come il protagonista riesca ad infondere passionalità e carnalità nei suoi amori estivi e allo stesso modo nel suo lavoro di cronista. I due tipi di amore si confondono, si mescolano nell’unicum del carattere del protagonista: la cronaca e la notizia, la suspence e la buona tavola, le donne e l’amore nello stesso vortice di passione in questo giallo sentimentale arricchito da divertenti citazioni del dialetto salentino che offre all’autore l’occasione di presentarci un’Italia “colorata”e godereccia.

La trama è ben costruita e la suspense non manca

Tremiti di paura il giallo esordiente di Cesario Picca mi è piaciuto. La trama è ben costruita e la suspense non manca. Ben delineati i personaggi con un giusto spessore psicologico. La location prescelta, le Isole Tremiti, dà stimolanti spunti per le descrizioni paesaggistiche. Questi gli aspetti che ho trovato positivi. E ora veniamo ai punti critici. Il protagonista, simpatico giornalista sciupafemmine a volte sembra farsi completamente condizionare dai suoi vivaci ormoni. Cosa che effettivamente accade a molti uomini, ma agli occhi delle lettrici potrebbe far diminuire il suo tasso di simpatia. E veniamo alla scrittura vera e propria, linguaggio chiaro condizionato dall’origine di cronista dell’autore che a volte pecca di ingenuità. Un esempio? La ripetizione più volte di situazioni uguali o quasi come le cene al ristorante. Stesso luogo, stessi cibi, stesse modalità dello svolgimento della serata…

Il personaggio è ben caratterizzato

Mi trovo parzialmente in disaccordo con la recensione.
A volte i “gesti ripetitivi” diventano una caratteristica distintiva di un personaggio. Volendo restare fuori dall’ambito della scrittura ed entrando nel mondo reale, si può facilmente osservare come abitudini, consuetudini e modi di fare rappresentano e distinguono ognuno di noi. Quindi, a mio avviso, non è detto che la ripetitività del comportamento del protagonista sia da vedersi necessariamente come un “punto critico”. Ma questa è solo una mia opinione.
Intanto il libro è rintracciabile anche sul famoso social network Google Plus con l’hashtag #tremitidipaura.
https://plus.google.com/u/0/s/%23tremitidipaura
Un ebook vive sul web e il web ne inizia a parlare…

Il romanzo è assolutamente da leggere

Acquisto verificato Amazon (Cos’è?) Questa recensione è su: Tremiti di paura (Gialli Picca… nti) (Formato Kindle) Il prezzo aiuta, un bel racconto molto legato alla terra “salentina” che non dispiace … lo consiglio a chi vuole “provare” qualcosa di … lascio a voi l’aggettivo ! direi “DA LEGGERE !”

Un giallo dalle mille sfaccettature

Un bel giallo anche per chi non piace il genere come me. una bellissima ambientazione che l’autore sa descrivere e rende partecipe il lettore. ti fa vivere le emozioni e il lavoro del protagonista-cronista anche se questo personaggio centrale sembra quasi un supereroe. consigliato a chi piace una lettura fluida ma ricca di ambientazioni diverse e colpi di scena.

Con Tremiti di paura non sei un lettore bensì uno spettatore

Lo ammetto… Cesario Picca lo considero un amico. Ci conosciamo da alcuni anni da quando era giornalista per il quotidiano Bolognese “Il Domani”. Ero presente quando emozionatissimo presentò il suo primo libro – Senza Bavaglio (l’evoluzione del concetto di libertà di stampa). Direi che sono circa 15 anni che ci conosciamo. Cesario è un uomo molto intelligente, allegro, curioso e un pò guascone, il giornalista Rosario Santacroce (Saru) l’interprete del libro “Tremiti di Paura” ambientato alle Isole Tremiti a mio parere è il suo alter ego.
Il libro mi è piaciuto molto, si legge bene è scorrevole, dialoghi mai noiosi o ripetitivi , luoghi e ambienti descritti con precisione. Ma il pregio del libro è che mentre leggi le parole scritte ti sembra di essere sul posto e seguire la trama non da lettore ma da spettatore.
Non sono un critico letterario, ma volevo, in attesa di leggere “Gioco Mortale”, dirti grazie per i momenti allegri trascorsi nel leggere il tuo libro.
In bocca al lupo, con amicizia.
Patrizia Bellei

Una lettura gustosa, simpatica e tuttavia molto interessante

Il libro di Picca si presenta ben strutturato, ampio nella analisi dei personaggi e pur tuttavia lascia delle zone misteriose da scoprire: chi è in realtà Saru?….con l’accendersi dell’interesse la trama si fa variegata ondeggiante tra un filone centrale (l’omicidio) e tanti piccoli segnali che forse il fil rouge che conduca alla scoperta non è quello che immaginavi: in sintesi una lettura gustosa, simpatica e tuttavia molto interessante.
Un giallo da collocarsi a tutto diritto nel filone dei “migliori giallisti italiani”.
Marco

Un tuffo nelle bellezze della Puglia e del Salento

Prima di acquistarlo avevo letto le recensioni e debbo dire che ho trovato quello che mi aspettavo. Tremiti di paura è stato davvero un tuffo nei colori, nei sapori, negli odori e in generale nelle bellezze della Puglia e del Salento in particolare. Lo consiglio a chi vuole leggere un giallo, con una trama ben costruita e un colpo di scena finale, attraverso gli occhi di chi le storie le scrive e le racconta. Il protagonista, infatti, è un cronista salentino – Rosario (Saru) Santacroce – che vive e lavora a Bologna, molto gaudente, amante della vita, dell’azione e soprattutto dell’altra metà del cielo. In vacanza alle Tremiti conosce una donna che il giorno dopo sarà vittima di un femminicidio e il suo istinto da donnaiolo dovrà lasciare il posto a quello da segugio delle notizie.
Angela

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