Per l’Unesco il libro è un viaggio nel mondo

Per l'Unesco il libro è un viaggio nel mondoPer l’Unesco il libro è un viaggio nel mondo. Un libro non è solo un viaggio nel mondo. E’ anche un tuffo nella profondità della realtà, un passaggio per scoprire il bello che ci circonda e anche se stessi. Ma soprattutto è un’immersione nella cultura.

Sarà stato anche per questo che l’Unesco ha istituito la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, nota anche come Giornata del libro e delle rose.

Perché, come diceva il Petrarca, “interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso”.

Quando alcuni anni fa ho cominciato a scrivere I gialli di Saru, trasportando nella fiction 25 anni di lavoro da cronista, non aspiravo certamente – così come non aspiro tuttora – a diventare famoso o ricco. Vivere di cultura è quasi impossibile nel nostro Paese e probabilmente un po’ ovunque.

Ma io sono sempre stato un romantico e le cose le ho sempre fatte con il cuore. Ho cominciato a scrivere perché avevo qualcosa da raccontare. Ero consapevole che non tutti abbiano voglia di ascoltare e essere d’accordo con ciò che dico.

Il bello di partecipare al gioco della democrazia è che tutti sono liberi di dire ciò che pensano. Senza essere additati o aggrediti perché non succubi del pensiero unico massificato. Saru, il protagonista dei miei gialli, piace a chi lo sa apprezzare.

Le sue storie sono intriganti per chi le sa gustare; i suoi punti di vista interessano a chi sa confrontarsi. Scrivere mi dà l’opportunità di imparare e di leggere la realtà diversamente da come viene rappresentata. Proprio come è successo con il nuovo giallo L’Intrigo – guanti puri e senza macchia.

Un thriller con al centro l’universo massonico ed esoterico che si intreccia con la politica dell’immigrazione e il lavoro della commissione Antimafia che per mesi ha aggredito la Massoneria accusandola di infiltrazioni criminali.

Come diceva Pier Paolo Pasolini “puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura”.

Ecco, l’unica cosa che ti rende davvero libero. E questo vale più di qualsiasi ricchezza.

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