L’autonomia professionale dei giornalisti è morta da un pezzo

L’autonomia professionale dei giornalisti è morta da un pezzoL’autonomia professionale dei giornalisti è morta da un pezzo. Qualche giorno fa ho letto la lettera inviata dal presidente dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna. E mi ha incuriosito parecchio il passaggio in cui si parla di “un clima caratterizzato da insulti e minacce ai giornalisti e dal rilancio dell’ipotesi di abrogazione del nostro Ordine professionale”.

E continua parlando di “un’azione che tende ad intimidire i giornalisti e ridurne l’autonomia professionale”. Più che comprensibile che il presidente di un Ordine debba giustificare il proprio ruolo e quindi dare un senso al perché occupi la poltrona su cui è seduto. Ma accorgersi solo adesso di “un clima caratterizzato da insulti e minacce ai giornalisti” mi pare piuttosto tardivo. Così come lanciare l’allarme solo adesso per “un’azione che tende ad intimidire i giornalisti e ridurne l’autonomia professionale”.

Giovanni Rossi dimentica o finge di dimenticare che le minacce ai giornalisti ci sono sempre state. Non apprendiamo nulla di nuovo. Le querele temerarie per far tacere i giornalisti coraggiosi hanno sempre accompagnato l’azione dei politicanti di turno e di qualsiasi colore. Anche (e soprattutto) di quelli che fingevano di avere a cuore le sorti della categoria. Tranne che il buon Rossi non abbia voluto donarci quella famosa chicca giornalistica secondo la quale non c’è nulla di più inedito di ciò che è già edito. Sull’autonomia professionale dei giornalisti non credo ci sia molto da dire.

Se i vertici di categoria permettono di pagare un collaboratore 2 o 3 euro al pezzo non c’è autonomia che tenga. Quando un collaboratore non ha garanzie, tanti saluti all’autonomia e alla libertà di informazione. Senza barriere ai finti editori non si può sperare qualcosa di buono. Negli ultimi vent’anni di discorsi di questo tipo ne ho sentiti davvero molti. Gli allarmi si sono sprecati. Peccato che non siano mai seguiti fatti. A dimostrazione che l’autonomia professionale dei giornalisti è morta da un pezzo. Basta leggere ciò che viene scritto sui giornali per capire che non c’è bisogno di attacchi esterni per minare l’autonomia dei giornalisti. Ma soprattutto basta dare uno sguardo a certi corsi di formazione professionale per avere prove inconfutabili.

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