Il romanzo Cento giorni di Cesario Picca

Il romanzo Cento giorni di Cesario Picca da leggere e un progetto di clonazione che rischia di distruggere il mondo

Il romanzo Cento giorni di Cesario Picca da leggere

Cento giorni è il romanzo di Cesario Picca da leggere che racconta di un progetto apocalittico di clonazione che rischia di distruggere il mondo. Ma è altresì un romanzo che parla d’amore. L’amore intenso e struggente tra un lord scozzese e la sua giovane governante. L’amore incondizionato di Dio per gli uomini nonostante i continui tradimenti. Il folle e irrazionale sentimento adolescenziale. Ma anche l’amore per i suoi simili di un prete in prima linea che ricorda tanto la figura di Fra Cristoforo.

Ed è proprio questa essenza vitale il tema conduttore dell’intero romanzo Cento giorni di Cesario Picca. Un élan vital, come ebbe a coniare Henri Bergson, che permette all’umanità di giocarsi l’ultima chance di salvezza in un contesto escatologico. A causa del suo tentativo di sostituirsi al proprio Creatore, l’uomo sta per determinare la sua stessa fine.
Dopo aver mangiato dell’albero della conoscenza, l’umanità è decisa a saccheggiare anche la pianta della vita. E lo fa con un apocalittico progetto di clonazione. Un progetto che non porterà ricchezza e potere, ma morte. In cento giorni le creature fatte a immagine e somiglianza di quel Dio, che vogliono scalzare, si giocano il loro destino. Sono i cento giorni che separano la notte di Natale da quella di Pasqua e hanno un significato davvero speciale come recitano le quartine di Nostradamus.
Da qui la corsa contro il tempo di tutti i protagonisti di questo romanzo. Ognuno, a modo suo, volontariamente o inconsapevolmente, è chiamato a fornire il proprio contributo alla salvezza. E se il loro amorevole impegno darà i frutti sperati, Pasqua segnerà ancora una volta la Resurrezione del Cristo. La Luce della salvezza risplenderà nuovamente sul mondo e l’amore trionferà. In caso contrario il male avrà la meglio sul bene e nulla resterà di ciò che era se non la polvere da cui era nato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *