Postale pensi a cose più serie e non a Napolitano

Postale pensi a cose più serie e non a NapolitanoPostale pensi a cose più serie e non a Napolitano. Tanto hanno augurato a Napolitano di morire che si è ripreso in fretta e probabilmente starà meglio di prima.

Augurare la morte a qualcuno è moralmente disdicevole, ma da qui a diventare un reato la strada mi pare molto lunga. Il riferimento è al malore che qualche giorno fa ha colpito l’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Malore al quale è seguita sui social un’ondata di auguri affinché potesse passare a miglior vita. A me Napolitano non è mai piaciuto e credo che non sia piaciuto al 90% dei cittadini italiani. Ma non per questo mi sono spinto ad augurargli la morte.

Per quello che (di male) ha fatto darà conto nei modi e nei tempi che Dio, il Gadu, il fato, il Karma o qualsiasi altra forza superiore decideranno per lui. Se qualcuno oltre all’augurio poi si è abbandonato agli insulti è giusto che paghi.

Dal momento che ha dimenticato o non sa (molto più probabile) è bene che dia conto alla giustizia terrena di ciò che ha detto in maniera sconcia. Quello che trovo più sconcertante in tutta questa vicenda non è tanto l’odio sui social. Anche se negli ultimi anni lo hanno amplificato all’inverosimile dando vita alla nuova generazione dei leoni da tastiera o dei socialgiacobini.

La cosa che più mi lascia perplesso è che si spendano denari pubblici per andare a caccia di reati contro l’onorabilità del signor Napolitano. Una persona normale si difende con i propri mezzi dagli insulti per cui sarebbe auspicabile che lo facesse anche il signor Napolitano. Del resto dispone delle risorse necessarie per farlo.

A mio avviso le forze dell’ordine dovrebbero concentrarsi su cose molto più serie di Napolitano e degli insulti idioti che ha ricevuto. Che poi, a dirla tutta, c’è da scommettere che saranno stati certamente quelli a dargli la forza di riprendersi. Come si dice nel Salento, infatti, Cavaddhru castimatu ne lucida u pilu.

Che vuol dire che più auguri a qualcuno la morte e maggiori possibilità ci sono che se la cavi. E anzi, ai tanti socialgiacobini e leoni da tastiera ricordo che la saggezza salentina dice anche che Ci prea a morte all’addhi a sua è vicina. Ossia chi augura la morte agli altri in realtà si approssima alla sua.

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