Bologna, se Merola perde è per incapacità

elezioniPiù che le parole conta ciò che si fa o, peggio, ciò che non si è fatto. Per cui se il sindaco di Bologna, Virginio Merola, non è andato oltre il 40% dei voti non è per colpa del suo segretario Matteo Renzi. Qualcuno dovrebbe chiedersi se non sia piuttosto colpa dell’incapacità dimostrata nel gestire il capoluogo emiliano in questi cinque anni di mandato. L’altro giorno il sindaco è stato duramente criticato dai cittadini di Borgo Panigale. E non si trattava di destrorsi bensì di elettori del centrosinistra e del Pd delusi da quanto non ha fatto. Ho letto tanti commenti e tante valutazioni e sono francamente rimasto basito di fronte allo scollamento dalla realtà di alcuni rappresentanti della sinistra. Chissà dove abbiano vissuto in questi anni. Di sicuro non a Bologna come la gente comune. E se poi i cittadini decidono di non dare più il proprio voto al sindaco uscente non è perché siano incapaci, o destrorsi, o intelligenti come vorrebbero quelli di sinistra, ma solo perché delusi dal nulla di questa amministrazione così come mostrano impietosamente i fatti. Perché si può dire quello che si vuole, ma di fronte a Kronos, impietoso fustigatore dell’Io, non c’è scusa che tenga. Sento parlare di voti, di indicazioni di voto e convergenze e resto basito un’altra volta. Questi politicanti e questi pseudo commentatori vivono ancora ai tempi che furono e dimenticano che la gente vota chi vuole senza essere legata ai vecchi schemi. Non è l’indicazione di Bernardini o di Bugani o di Martelloni che sposta voti, ma la volontà degli elettori che decidono a chi affidare la propria fiducia. E se dovessero decidere per Lucia Borgonzoni non si tratterebbe di un passo indietro come pure dicono alcuni benpensanti pseudo democratici ma solo una legittima scelta.

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