Grillo, Pizzarotti, l’Aventino, Berlinguer e la Raggi

beppe grilloEgregio Beppe Grillo, i saggi dicevano che chi di spada ferisce di spada perisce. Ti sei dato tanto da fare per difendere la potente casta dei giudici e dei magistrati che se la prendeva con gli altri e ora eccoti servito su un piatto di platino una polpetta avvelenata che non solo non hai neppure annusato, ma l’hai ingoiata senza masticarla. Mi pare strano che uno accorto come te non si sia quantomeno fatto venire il dubbio della strana coincidenza temporale di quanto è accaduto. Pizzarotti, dicono i tuoi, ha ricevuto un avviso di garanzia tre mesi fa. Intanto, come dice la parola stessa, è un atto di garanzia e non d’accusa. Stranamente, però, questo avviso è diventato di dominio pubblico proprio a ridosso di un importante appuntamento elettorale. E anziché concentrarvi sulle cose serie vi siete fatti risucchiare dalle sterili polemiche che fanno apparire tutto e tutti come una massa informe che non merita fiducia. Con il rischio che il cittadino-elettorale faccia davvero fatica a distinguere chi sia il buono e il meno buono. E non ti è parso neppure strano il fatto che in questa fase storico-politica quelli del Centrodestra finora bersaglio preferito appaiano delle vergini. Magari è perché non avendo molte chance di vittoria alle prossime elezioni l’obiettivo della casta è ora di normalizzare chi potrebbe prendere il potere, ossia il M5s e il Pd. Il potere, i soldi e la politica sono le peggiori cause di cancrena per lo spirito di un uomo e i fatti dimostrano che neppure gli esponenti del M5s ne siano immuni. A Roma, dicono, che la parlamentare Roberta Lombardi non si faccia mai vedere agli appuntamenti elettorali della candidata sindaco Valeria Raggi. E che la ragione sia una sorta di rivalità verso chi potrebbe rubarle visibilità e mansioni. E sarebbe grave se l’onorevole Di Maio e gli altri componenti del cerchio magico abbiano in qualche modo osteggiato e isolato Pizzarotti anziché supportarlo prendendo a pretesto un avviso di garanzia per farlo fuori. Non credo che siano salutari per il Movimento queste lotte intestine cominciate forse un po’ troppo presto. Perché se la creatura appena nata ha già perso la propria verginità natia non oso pensare cosa potrebbe accadere una volta entrata nelle stanze del potere vero, ossia quelle in cui ci sono i bottoni che permettono di guidare il Paese. La storia ci ha insegnato che l’Aventino in politica non ha mai pagato. Lo abbiamo studiato con il Fascismo e lo abbiamo vissuto con Berlinguer. Per anni ha tenuto a ribadire quanto il Pci fosse diverso dalla Dc con l’unico obiettivo che mentre i primi si guardavano allo specchio per ripetersi quanto fossero belli e migliori gli altri si sono mangiati l’Italia. Dimenticando che un Paese si cambia comandando e non all’opposizione. Lo stesso errore che a mio avviso ha commesso il M5s quando Renzi gli ha chiesto di andare al governo. E al no del Movimento ci siamo ritrovati un esecutivo ostaggio di Alfano e Verdini.

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