I tutor stranieri dell’innominato al governo

putin assad Se quello che si legge è vero pare ormai certo che l’innominato al governo abbia vari tutor stranieri che gli suggeriscono come muoversi. Quindi non solo le lobby di cui è espressione. E magari questi tutor gli fanno anche da stampella convincendolo che è pure bravo. Del resto è noto che è sempre chi non sa nulla o capisce meno a fare i complimenti a chi è sul suo stesso livello. E così abbiamo scoperto che americani e russi fanno il tifo per il professore (?). Del resto mica pagano loro lo scotto dell’incapacità dell’esecutivo. Mica pagano loro tasse oltre il 55%. Mica sono loro a fare la fame a causa delle riforme (?) del governo. Mica sono loro a restare disoccupati per l’incapacità dell’esecutivo di dare vita a una politica economico-industriale degna di una mente come dovrebbe essere uno che viene chiamato professore (?). E poi chi sarebbero questi interlocutori del professore? Putin? Beh è noto che sia un eroe di democrazia. Il suo amico Assad in effetti lo sa bene. Obama? Con tutto il rispetto dovrebbe pensare a fare riforme nel suo Paese. Come per esempio quella della sanità. Per permettere alla sua gente di curarsi. Dal Corriere della Sera scopriamo che «è vero che il vocabolario diplomatico non contempla la parola «tifo», però è questo il messaggio che i vertici dei partiti della «strana maggioranza» hanno recepito dopo una serie di incontri riservati con emissari dell’amministrazione americana. Il linguaggio adottato dagli ambasciatori sarà stato consono al tipo di colloqui, attento a non calpestare le regole delle relazioni internazionali, a non dare l’idea di ingerirsi negli affari italiani, però il sostegno a Monti e l’auspicio che il premier non traslochi da palazzo Chigi nel 2013 è parso a tutti inequivocabile». È anche vero che quando vedono chi siede sugli scranni del Parlamento non è difficile supporre che venga loro la fibrillazione atriale. Ma è mica possibile che decidano ancora gli Usa la nostra politica interna? E sempre dal Corriere leggiamo che «più sorprendente, per lo stesso Monti, sarà stato ascoltare le parole di incoraggiamento che gli sono giunte da Putin nel corso del loro recente incontro a Sochi. Il presidente russo, a più riprese, ha sottolineato come la «stabilità politica» sia importante per favorire la stabilità economica internazionale e anche le relazioni commerciali, spingendosi fin dove si era spinto in passato solo per l’amico Silvio». Evidentemente, incapace di fare cose buone per raccogliere giudizi positivi dai suoi concittadini, va a trovare una spalla all’estero. E in particolare da chi di democrazia se ne intende. Vorrà mica imparare come si fa a fare l’uomo solo al comando?

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