Il manifesto elettorale di Macron e la fine dell’Europa

Il manifesto elettorale di Macron e la fine dell’Europa

Il manifesto elettorale di Macron e la fine dell’Europa. Il manifesto del presidente francese in vista delle Europee è davvero il de profundis dell’inutile carrozzone Ue creato e supportato da quelli come lui.

Dopo aver letto il mucchio di ipocrisie che ha scritto è più che mai necessario spazzare via questa classe dirigente che ha fatto dell’Europa il dottor morte dei diritti dei cittadini a favore delle lobby. Secondo Macron “l’Europa è un inedito progetto di pace, di prosperità e di libertà”. Lo possono senza dubbio testimoniare i tanti cittadini europei che grazie a questa Europa germanocentrica e alle sue insulse politiche di austerità è alla fame.

“Chi può pretendere di essere sovrano, da solo, di fronte ai giganti del digitale?” si chiede Macron fingendo di non sapere che il Lussemburgo, il Paese del presidente della Commissione Ue, è il vero paradiso fiscale delle potenze del digitale a scapito degli altri partner europei. Il presidente francese si domanda “come resisteremmo alle crisi del capitalismo finanziario senza l’euro che è una forza per tutta l’Unione?”. Lo sa molto bene il popolo greco che proprio grazie all’euro si è visto distruggere il Paese poi venduto a prezzi di saldo ai benefattori partner europei come la Germania.

Il manifesto elettorale di Macron segna davvero la fine dell’Europa così come la conosciamo. Macron parla di “migliaia di progetti quotidiani che hanno cambiato il volto dei nostri territori”. Ha ragione. Ne sono un fulgido esempio le quote latte e i prezzi dei prodotti agricoli che grazie ai dazi zero dal Magreb hanno davvero cambiato il volto delle nostre terre. Terre che hanno sempre fornito ricchezza e ora sono incolte. Sono abbandonate alla mercé di chi le usa come discariche.

Per Macron “l’Europa invece non è solo un mercato, è un progetto. Un mercato è utile, ma non deve far dimenticare la necessità di frontiere che proteggono e di valori che uniscono”. Lo sa molto bene l’Italia dal momento che le frontiere vengono difese con l’esercito per evitare la redistribuzione dei migranti sbarcati nel Belpaese. E i valori sono talmente importanti da mettere in discussione persino Schengen.

“Il modello europeo si fonda sulla libertà dell’uomo, sulla diversità delle opinioni, della creazione. La nostra prima libertà è la libertà democratica, quella di scegliere i nostri governanti laddove, ad ogni scrutinio, alcune potenze straniere cercano di influenzare i nostri voti”. È da mesi che a Bruxelles si danno da fare per difendere la democrazia e la diversità di opinione tentando di scalzare il governo che guida l’Italia perché non si confà ai suoi diktat.

Secondo Macron “nessuna comunità crea un senso di appartenenza se non ha limiti che protegge. La frontiera, significa la libertà in sicurezza. Credo, di fronte alle migrazioni, in un’Europa che protegge al contempo i suoi valori e le sue frontiere”. Peccato che poi pretenda che l’Italia apra i suoi porti e che usi le sue forze dell’ordine per salvaguardare le sue frontiere come successo con Ventimiglia. Il manifesto elettorale di Macron e la fine dell’Europa di cui discetta traspare dalle bugie che racconta.

“Le nostre frontiere devono anche garantire una giusta concorrenza. Quale potenza al mondo accetta di proseguire i propri scambi con coloro che non rispettano nessuna regola? Non possiamo subire senza proferir parola” ha aggiunto Macron dimenticando i dazi zero dal Magreb e il dumping dei Paesi dell’Est che stanno devastando le nostre economie e l’intero carrozzone Ue. Macron vorrebbe, infine, “un’Europa volta verso l’Africa, con cui dobbiamo stringere un patto per il futuro. Assumendo un destino comune, sostenendo il suo sviluppo in modo ambizioso e non difensivo: investimenti, partenariati universitari, istruzione delle ragazze”.

Non dice Macron quale sistema l’Europa dovrebbe adottare per aiutare l’Africa. Se quello francese che tanto benessere sta portando a quei popoli o un altro, magari dal volto umano ma peggiore. Su una cosa ha ragione Macron quando espone il suo manifesto elettorale che segna la fine dell’Europa. Ed è quando parla del Rinascimento europeo. A questa Europa serve davvero un rinascimento. Ma che sia capace di spazzare via lui e quelli come lui che hanno tradito il progetto europeo per trasformarlo in una farneticazione che sa solo vessare i cittadini a vantaggio di lobby e potentati.

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