La Bce regala soldi, i politici affossano l’economia

agricoltura economiaLa Banca centrale continua a mettere denaro a disposizione. È arrivata addirittura a regalarlo. Peccato che questa mossa molto probabilmente porterà da nessuna parte. Esattamente come le precedenti. La logicità, come spesso accade in politica, non è la qualità migliore. Nessuno, neanche i presunti bravi commentatori e pseudo conoscitori di finanza, finora ha voluto spiegare che è inutile gettare denaro nel mercato se poi non ci sono le condizioni per poterlo utilizzare. È più o meno come gli sgravi fiscali che in Italia dovrebbero favorire l’occupazione. Se le aziende non hanno mercati su cui collocare i loro beni e servizi perché mai dovrebbero assumere personale per produrre. E se la gente continua ad avere poche risorse a disposizione come potrà mai far crescere la domanda? In Italia il governo ha messo soldi a disposizione dei giovani che decideranno di creare un’azienda agricola. Ma poi lavora per far fallire quell’azienda ancora prima di nascere. Ve lo immaginate un giovane che decide di investire per recuperare gli ulivi e vendere olio di qualità? Peccato che nessuno lo acquisterà dal momento che subirà la concorrenza spietata e mortale della Tunisia. I politici europei e italiani, infatti, hanno votato a favore dell’invasione di olio nordafricano a basso costo, a dazi zero e a qualità scadente. Devono aiutare l’economia tunisina. E a quella europea chi ci pensa? L’Isis? E per aggiungere follia a follia non si può non parlare dei tedeschi che evidentemente studiano su libri segreti. Manuali noti solo a loro sui quali non viene spiegato che l’austerity non ha mai aiutato la ripresa in momenti di crisi come questo. Non si parla di Roosevelt, non si parla di New deal, non si parla di intervento statale, né di investimenti pubblici. Probabilmente hanno anche cancellato Keynes e le sue teorie. E purtroppo nessun politico pare capace di fronteggiare queste follie che stanno distruggendo la finta e morta Europa che è tristemente sotto gli occhi di tutti.

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