Le tasse del professor Monti

tasse Da un cervello (?) della Bocconi ci si aspetterebbe qualcosa di intelligente e di innovativo in grado di ridurre veramente gli sprechi e l’incongruenza tra poveri e ricchi e furbi e onesti nei confronti del Fisco. E invece il professor (?) Monti e i suoi sodali sono stati capaci solo di riempire la gente di tasse e balzelli, spesso anche fantasiosi. Ma di impatto sicuro sulle già precarie condizioni economiche della gente. Gente che fa sempre più fatica ad andare avanti anche stringendo la cinghia all’inverosimile. Secondo le associazioni dei consumatori i provvedimenti di questo governo potrebbero pesare sulle famiglie circa 2.500 euro. Una cifra che potrebbe anche aumentare dal momento che nei prossimi mesi non sono esclusi nuovi balzelli o nuovi aumenti di quelli già esistenti. E così dovremo fare i conti con la nuova tassa sulla casa, l’Imu, con le aumentate bollette di acqua, luce, gas, acqua e raccolta rifiuti, passando per il caro-carburanti e le nuove imposte provinciali sull’auto, con l’aggiunta del preannunciato aumento dell’Iva che da ottobre passerà dal 21 al 23%. Federconsumatori e Adusbef ipotizzano un aumento medio, per ogni nucleo famigliare, di 1.334 euro su prezzi e tariffe e di altri 1.133 euro per imposte vere e proprie, tra cui l’Imu, la nuova Iva al 23% e le addizionali regionali e comunali. Dall’inizio di questo mese sono già scattati i nuovi aumenti delle bollette di luce (+5,8%) e gas (+1,8%). Per maggio è già stato preannunciato per l’elettricità un ulteriore aumento di circa il 4%. Così, tra gas e luce, il rincaro totale potrebbe arrivare ai 70 euro a famiglia. Per i carburanti il prelievo del fisco è già cresciuto quasi del 20% nel corso del primo trimestre. La componente fiscale pesa per il 55% sul prezzo finale di ogni litro di benzina e per il 52% sul gasolio. Il professore si è inventato anche un aumento delle tasse di imbarco sugli aerei e di sbarco nelle isole minori. Dal primo luglio 2013 aumenterà di 2 euro il biglietto per ogni passeggero. Mentre i Comuni delle isole minori potranno imporre un’imposta di sbarco fino a 1 euro e mezzo. E poi restano sempre le «imposte di scopo»: tasse che i Comuni possono imporre per finanziare strade, parcheggi e nuove opere pubbliche. Aumenti che si inseriscono in un quadro fosco che non fa prevedere nulla di buono. Con il lavoro che è sempre più un miraggio e che quando c’è è precario e non in grado di permettere alla gente di sopravvivere. Così non si può più andare avanti.

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